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Come fare per indicizzare su Google un sito web

Indicizzare un sito web è indispensabile per farsi trovare e rendersi riconoscibili nel mare magnum della Rete. Visitando il sito https://egidioimbrogno.it è possibile contattare un professionista specializzato nel settore, in grado di fornire il supporto necessario per la realizzazione e il posizionamento di siti web a Varese. Google dispone di software che hanno il compito di analizzare il web e di scansionarlo con l’obiettivo di individuare i nuovi siti e le nuove pagine: questi software hanno il nome di crawler, e tra questi il più famoso è il Googlebot. Il compito di un crawler, come detto, è quello di esaminare la Rete attraverso i link, per fare in modo che i siti e le pagine più recenti possano entrare a far parte del database di Google e, di conseguenza, essere visualizzati nelle ricerche degli utenti.

Come funzionano i crawler di Google

Va detto, però, che nell’indice di Google non finiscono tutte le pagine web: tale sorte tocca unicamente alle pagine che il motore di ricerca considera di qualità. Proprio per questo motivo, i siti che Google non reputa in linea con i propri principi sono esclusi dai risultati di ricerca che vengono mostrati agli utenti. Mountain View, infatti, intende mettere a disposizione degli internauti una user experience il più possibile gradevole. Ecco perché i siti che non vengono ritenuti meritevoli sono scartati. Insomma, alcuni siti rischiano di non essere indicizzati se non rispettano degli standard ben precisi.

Come indicizzare un sito web

Che cosa si può fare, allora, per indicizzare un sito web? La risposta è in apparente sorprendente: non bisogna fare niente. Tocca ai motori di ricerca, infatti, provvedere all’indicizzazione, e naturalmente tale processo si svolge in forma completamente gratuita. Nel caso in cui ci si accorga che il proprio sito non è stato indicizzato, le possibili cause sono varie: non è detto che il sito in questione non rispetti le linee guida di Mountain View, ma più semplicemente può essere che nel corso della scansione sia stato riscontrato un errore; o, magari, non c’è stato ancora tempo per i crawler di scansionare il sito. Ecco, quindi, che il gestore di un sito non indicizzato è tenuto in primo luogo ad accertare che esso non presenti degli errori di codice, e poi a controllare la qualità dei contenuti offerti. Se i controlli vanno a buon fine, si può procedere con l’indicizzazione manuale.

L’indicizzazione manuale

Per indicizzare un sito in modalità manuale è indispensabile creare un account Gmail nel caso in cui non se utilizzi già uno, per poi iscrivere il sito nella Search Console di Google; in questa fase occorre fornire anche la sitemap, che serve a fare in modo che i crawler non lascino indietro una o più pagine. Si tratta di un documento in formato XML in cui è riportato un elenco delle pagine del sito. Chi usa WordPress ha la possibilità di realizzare la sitemap usando il plugin di Google XML Sitemaps. La sitemap deve essere inoltrata alla Search Console, e se tutto va bene il sito sarà indicizzato in pochi giorni.

Il posizionamento

Una volta che il sito su cui si sta lavorando è stato indicizzato, gli sforzi non sono terminati: a questo punto, infatti, è necessario dedicarsi a tutte quelle operazioni che servono a migliorare il suo posizionamento, e cioè a fargli scalare posti nei risultati di ricerca che vengono mostrati agli utenti in relazione alle diverse parole chiave per le quali si desidera farsi trovare e diventare visibili.

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