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Come recuperare risorse dal gioco senza inventarsi nulla di nuovo

Qualche giorno fa il Governo ha ricevuto alcune proposte per il reperimento “senza alcun ferire” di risorse dal mondo del gioco da destinare alle vittime del sisma di qualche giorno fa. Si potrebbe anche proseguire in un segmento che continua ad essere “praticato”, ed anche bene, dai giocatori che lo adorano: il Texas Hold’em ed i casino online gratis con bonus senza deposito. È un gioco “ufficialmente non lecito” perché non è stato normato, ma in ogni caso sempre di più proposto nei punti dedicati: viene assai praticato perché “piace” ed anche se la Legge di Stabilità del 2010 aveva suggerito di “metterlo a norma” questo non è stato ancora fatto visto che si è preferito “normare con sanatorie di diverso tipo” la presenza dei Centri di Trasmissione Dati che però non ha “dato ciò che l’Esecutivo forse si aspettava”.

Dunque, visto che questo segmento del gioco esiste, piace, è proposto da più parti, perché finalmente non darlo in concessione? Non si aggiungerebbe un nuovo gioco, così che la coscienza moralistica di taluni sarebbe salva, ma si “normerebbe” un segmento esistente e di buon “reddito”. Anche qui il nostro caro Erario potrebbe attingere e recuperare risorse “per chi ne ha necessità” e si porrebbe fine anche all’illegalità di questo segmento con buona pace di tutti, od almeno di quasi tutti.

In tale modo non si lascerebbe questo comparto di gioco nel “limbo dove vive da parecchio tempo” e che, in assenza di posizione da pare del Legislatore, è quasi autorizzato a “vivere nella illegalità”. E non solo, affidando il gioco in concessione si arriverebbe a reperire nuovi fondi senza creare, come detto, una nuova offerta, ma sopratutto si metterebbe in sicurezza il comparto, visto che il “circuito illecito” costituito da questa attività rappresenta anche una concorrenza illecita per gli operatori sottoposti alla tassazione tutt’altro che “dolce” prevista per i vari giochi. Ovviamente l’Esecutivo avrebbe anche un’altra posizione da intraprendere: quella di annullare qualsiasi vecchia indicazione legislativa, provvedendo a perseguire con forza tutte queste attività illecite e recuperando anche in questo caso nuove entrate.

Altro segmento su cui intervenire potrebbe essere quello dei Ctd, ipotizzando -anche se si vedono già tanti pareri contrari- un “terzo atto della sanatoria”. Certamente, questa operazione dovrebbe lottare contro taluni che non la ritengono utile ed attuabile, ma d’altra parte già con la prima fase di queste sanatorie tanti erano sfavorevoli… ma qualche cosa l’Erario ha raccolto anche se non ciò che si poteva attendere ed ha proceduto ritenendo questo intervento utile e ragionevole in un mercato veramente fuori controllo. Ora, si potrebbe aprire una terza fase visto che in ogni caso vi sono Centri che “vorrebbero” scavalcare la barricata dell’illegalità e rientrare nel mondo del gioco lecito.

Quindi perché non farlo? Queste ipotesi di recupero risorse forse non sono le sole a poter essere perseguite, ma non richiederebbero in ogni caso una sorta di stravolgimento della filiera in termini distributivi, si andrebbe a “toccare” qualcosa che già c’è e si darebbe solo una “sistemazione” allo stato di fatto in cui alcuni segmenti vivono ormai da tempo. Gli interventi suggeriti non dovrebbero, quindi, essere mira di strali politici oppure di obiezioni da parte di Amministrazioni locali, né tanto meno da parte di cittadini benpensanti che hanno paura di una nuova immissione sul mercato di ulteriori giochi, giochini e giochetti.

Jolanda Andrea Camilleri

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