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Come rendere un curriculum veramente efficace

Rischiare una brutta figura per colpa di un curriculum scritto in modo inappropriato è un’esperienza che nessun candidato vorrebbe vivere: ecco perché è fondamentale dedicarsi alla redazione di questo documento con il massimo impegno, tenendo presente che il cv può essere considerato una sorta di biglietto da visita del suo autore e racconta molto non solo delle sue esperienze di lavoro e della sua formazione, ma anche del suo modo di essere e di approcciarsi ai contesti professionali.

Aggiornare i contatti personali

A volte sono sufficienti pochi dettagli per cambiare in senso positivo o negativo l’esito di una candidatura. Per questo motivo devi sempre ricordarti di tenere aggiornati non solo i tuoi dati personali, ma anche i contatti che ti riguardano. Sarebbe un grave errore, per esempio, lasciare sul cv un indirizzo di posta elettronica che non usi più: vorrebbe dire perdere una potenziale occasione. Per quel che riguarda il numero di telefono, invece, non ha senso specificare quello di casa se sei sempre in giro e raggiungibile solo sul cellulare: tanto vale indicare solo il telefono mobile per avere la certezza di risultare sempre reperibile.

Foto sì o foto no?

Il dibattito sull’opportunità di inserire una foto personale all’interno del curriculum è sempre molto acceso, ma in realtà il dubbio si può risolvere in modo molto semplice: se l’immagine è richiesta, è necessario inserirla; se non lo è, se ne può fare tranquillamente a meno. In ogni caso, è opportuno che tu scelga con attenzione l’immagine attraverso la quale decidi di mostrarti: dovrebbe essere in formato fototessera e conferirti uno stile professionale, ma non troppo serioso. Evita, ovviamente, le immagini più adatte ai social network, magari con pose ammiccanti, così come quelle in campo lungo che non ti rendono riconoscibile.

Quanto deve essere lungo il curriculum?

Per quanto riguarda la lunghezza del curriculum, in medio stat virtus: non essere troppo stringato, ma non eccedere nemmeno dal lato opposto. Pensa che una lunghezza superiore alle tre pagine è da considerare esagerata, soprattutto perché si rivela respingente per chi ha il compito di prendere in esame il cv. La soluzione ideale sarebbe, comunque, fermarsi a un paio di pagine: ciò ti impone di sintetizzare, ma soprattutto di selezionare quel che pensi sia realmente utile per farti conoscere, tagliando tutte le informazioni superflue. Non ha senso riempire lo spazio se non hai niente da dire: essere diretti e andare dritti al punto paga sempre.

Un cv su misura

Il tuo curriculum dovrebbe essere, appunto, tuo: cerca di personalizzarlo più che puoi, ovviamente tenendo conto delle richieste eventualmente presenti nell’annuncio a cui stai rispondendo. Insomma, se è considerato preferibile il formato standard di tipo europeo non puoi fare a meno di sceglierlo, ma se non ci sono indicazioni da questo punto di vista mettici del tuo. Ricorda che i curriculum più efficaci sono quelli originali e al tempo stesso leggibili: ciò vuol dire che, qualunque sia la tua decisione, il contenuto dovrà essere chiaro e ordinato. E a proposito di ordine, le tue esperienze di lavoro dovranno essere elencate in ordine cronologico, da quella più recente a quella meno recente: segui questa guida per scrivere un curriculum vitae cronologico.

L’ordine cronologico e quello logico

L’ordine cronologico è importante e vale, ovviamente, anche per il tuo percorso di formazione: prima devi mettere le esperienze più vicine nel tempo, e poi quelle più lontane. Al tempo stesso, dai al tuo cv un ordine logico: le varie sezioni devono essere distinte e comprensibili. In più, non ha alcun senso inserire competenze, passioni o esperienze che non hanno nulla a che vedere con il ruolo per il quale ti proponi. La coerenza e la completezza devono essere due delle doti comuni a tutti i curriculum che hai in mente di inviare, il che significa anche badare ai dettagli: ogni omissione potrebbe essere interpretata come un tentativo di nascondere qualcosa.

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