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comON 2013, Como straccia Milano: basta designer dall’aura radical chic, si torna “a bottega”

Sarà che non sono più gli anni Novanta e che ormai la figura dell’aspirante designer/architetto/artista (Trinità alquanto ambiziosa da racchiudere in una sola creatura) ha decisamente perso smalto e appeal; sarà che di Pininfarina e di Philippe Starke ce n’è uno e gli altri sono sciapi emuli dalle idee confuse, sarà che di “concept” dannatamente vuoti ma fastidiosamente pretenziosi ne abbiamo piene le tasche…sarà quel che sarà ma, grazie al dio del buonsenso, la ruota sta girando. Laddove Milano si ostina a riproporre eventi autoreferenziali (come il giustamente vituperato Fuori Salone del Mobile) dove il massimo della concretezza è generare spillette o t-shirt con loghi che nascono e muoiono nel giro di una settimana, se la settimana è corta, Como rilancia e lo fa in maniera credibile.

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Dal 2008 la città lariana ha creato comON: fashion, arte, design e food, uniti nel primo sistema europeo di “creativity sharing” con l’obiettivo di coinvolgere i giovani talenti creativi in un intreccio di esperienze e sensibilità, in sinergia con il ricco tessuto delle eccellenze industriali lariane. Ecco che arriviamo subito al dunque: creatività e proposte finalizzate a uno scopo che non sia la mera esposizione del proprio talento (o presunto tale). Sotto l’egida di imprenditori comaschi si è trovata, quindi, una declinazione concreta alla creatività mediante progetti di respiro internazionale. Diffondere “idee creative”, non solo avvicinando i migliori talenti alle aziende del distretto industriale di Como, ma anche promuovendo l’interazione fra realtà imprenditoriali differenti, Università, Scuole di formazione, giovani studenti, professionisti, testimonials e autorità in un laboratorio di formazione e contaminazione permanente.

Urban Post ha assistito, nella serata di mercoledì 9 ottobre, presso lo Spazio Culturale Antonio Ratti, all’inaugurazione della mostra con le creazioni realizzate durante il comON Fashion Talent alla quale hanno partecipato le più importanti università di moda italiane: Politecnico di Milano e FIT New York, NABA Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, IED Istituto Europeo del Design di Milano, Istituto Carlo Secoli di Milano, Istituto Marangoni di Milano, Accademia Belle Arti Aldo Galli di Como. Ciascun istituto è stato abbinato ad una nazione diversa, scelta fra i principali destinatari dell’export tessile comasco, agli studenti è stato chiesto di realizzare due outfits, uno donna ed uno uomo, e di creare un brand come in un vero atelier, facendosi influenzare dalla cultura, dai colori, dai sapori del Paese di riferimento.

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Questa chiesa sconsacrata si è rivelata la perfetta location, anche grazie al pregevole allestimento curato da Monica Sampietro, per lasciarsi incantare dal talento e dalla creatività delle nuove generazioni incanalate in un progetto prestigioso dai risvolti concreti, laddove tutte le autorità coinvolte nell’ambizioso sogno che è comON hanno presenziato testimoniando la volontà di conferire continuità, senso e concretezza all’arte. Nella serata di venerdì, presso la location incantevole di Villa d’Este, alla presenza dei rappresentanti diplomatici dei 6 Paesi coinvolti nel progetto (USA, Cina, Giappone, Francia, India e Russia), sono stati premiati i migliori lavori del comON Fashion Talent delle università di moda italiane. Questa è concretezza! Questa è la via credibile per rilanciare l’ingegno e il made in Italy, grandissimo patrimonio legato saldamente alla capacità comasca di “fare impresa”.

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