in ,

ComON 2014: la risposta concreta alla fuffa della settimana della moda meneghina

Proviamo con un’associazione di parole semplice, se dico moda alla maggior parte dei lettori balzano in testa quei tre o quattro concetti ridondanti: Milano – gente che va alle feste – modelle magre – vestiti che non posso permettermi – gente che va alle feste e se la tira. Questo è. La colpa è anche dei media che di rado offrono spazio al mondo del professionismo preferendo sempre la via della passerella patinata divorata dalle falcate di modelle fenicottero.

IMG_1925

IMG_1927

IMG_1933

La questione è, relativamente, semplice. Spazio per orbitare come un paggetto alla corte di una maison non ce n’è più: ormai abbiamo più aspiranti fashion blogger che idraulici; fomentare la credenza che bastino un account Instagram con dei filtri da urlo ed “entrare nel giro” non farà altro che creare disoccupati dalle belle speranze. Bisogna insegnare a chiunque sogni di lavorare nel campo della moda che l’artigianato, il lavoro sul campo, la salda conoscenza del mercato, l’analisi dei tessuti, le competenze tecniche acquisite con costante esercizio sono l’unica via possibile per costruirsi una professionalità spendibile.

Qualcuno sa da dove iniziare? Sì, lo sanno i comaschi, indefessi lavoratori con profili di eccellenza internazionale nel tessile, comON nasce nel 2008 dalla passione di un gruppo di imprenditori lariani che, con il supporto di Unindustria Como, ha dato vita a un vero e proprio “hub della creatività europea” in grado di chiamare a raccolta a Como i migliori talenti dalle più prestigiose scuole di design e stimolare la contaminazione di idee con i giovani studenti locali, le realtà produttive del territorio e, più in generale, con la cultura e la passione tipicamente italiana per il mondo delle “arti”. Nel nome della concretezza: 15 giovani designer internazionali per sette settimane svolgono stage presso altrettante aziende leader del distretto tessile del territorio.

IMG_8927

IMG_8935

IMG_8939

IMG_8942

IMG_8956

IMG_8962

IMG_8963

ComON ha anche ottenuto il patrocinio ufficiale di Expo 2015 senza snaturare il suo legame naturale con il territorio. Anche le scuole sono coinvolte in questo progetto di formazione concreta di alto livello; il Coordinatore esecutivo del progetto è il rettore dello Ied di Como Salvatore Amura che ha istituito una rivoluzionaria modalità di valutazione per gli esami dei ragazzi del corso di fashion design che sono stati direttamente valutati da imprenditori del settore trovandosi, quindi, chiamati a presentare un progetto che avesse un mercato concreto e non soltanto la velleità di essere “so cool“. Questo significa insegnare davvero una professione nel rispetto della creatività.

Urbanpost ha voluto darvi un assaggio concreto dell’atmosfera creativa che questa settimana ha contagiato la città di Como, Ilaria Beretta e Arianna Tedesco hanno fotografato per voi La Stanza delle Meraviglie allestita nell’affascinante location dello Spazio Ratti, splendida chiesa sconsacrata. Il tema di questa edizione è l’innovazione: l’obiettivo per i ragazzi è stato quello di ideare progetti innovativi, andando oltre le convenzioni, oltre il già visto, oltre i materiali comunemente usati, per trovare nuove soluzioni e sperimentare nuovi utilizzi.  A ciascuna scuola è stato assegnato un tema collegato all’ambito della natura e del mondo animale, da cui prendere ispirazione per la creazione degli outfit: per l’Accademia di Belle Arti Aldo Galli il tema è “Armor”, le corazze e le texture del mondo animale, mentre per l’ISIS di Setificio Paolo Carcano di Como i temi sono sia “Armor” che “Wild”, l’anima pura dell’animale, la forza, la rapidità, l’astuzia; per l’Istituto Secoli di Milano e l’IIS Leonardo Da Vinci-Ripamonti di Como il tema è “Volumes”, i volumi e le misure estreme; per Naba Nuova Accademia di Belle Arti di Milano e il Centro Studi Casnati di Como “Underwater”, gli abissi che celano creature fantastiche e oniriche mai immaginate; per il Politecnico di Milano e l’ISA Fausto Melotti di Cantù “Fantasy Birds”, le espressioni più curiose, i piumaggi eccentrici e gli accostamenti che solo le creature dell’aria possono offrire; per l’Istituto Marangoni di Milano e il Sams di Lugano “Microworld”, tutto ciò che è riconducibile a piccole dimensioni ma di grande fascino. Bellissimo ed evocativo l’allestimento dell’esposizione curato da Monica Sampietro.

 

 

 

Ma

Marco Pantani, ultime novità sulle indagini: un fax dimenticato cambia l’ora della sua morte

Genova post alluvione: nascono i mercatini del fango