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Concerto Blur Milano 2013 recensione: siamo tutti dannatamente anni Novanta, irripetibile magia

La tappa milanese del concerto-evento di Blur di domenica 28 luglio 2013 all’Ippodromo di Milano è destinata a rimanere, per gli attuali trentenni che negli anni Novanta adoravano il dio del Brit Pop che assumeva proteiformi identità – quali Suede, Pulp, Supergrass, The Verve, ma sopra ogni cosa si ergeva il Giano Bifronte Oasis/Blur – un’esperienza indimenticabile. Per prima cosa un ringraziamento ai Blur che hanno fatto i Blur, Damon Albarn non è caduto nel vanesio tranello di coloro che “ora faccio roba sperimentale e devo indottrinarvi con questo nuovo Verbo“, ha lasciato a casa Gorillaz, Fresch Touch et similia, per rimettersi simbolicamente quei meravigliosi maglioni oversize che, malinconicamente, scandivano la moda dei Novanta.

concerto blur

In un Ippodromo del Galoppo gremito di persone che hanno cantato entusiaste per tutto il concerto i Blur regalano quelle canzoni, precisamente quelle che la gente accorsa ha conficcate nel cuore dal primo ascolto di tanti anni fa: Girls & Boys. Popscene, There’s No Other Way, scaldano l’atmosfera già rovente. Damon Albarn è un grillo incontenibile una vera bomba di energia: suona, si rotola, canta tutta Country House in piedi sulle transenne sorretto dai buttafuori, che hanno avuto decisamente il loro bel daffare soprattutto quando Albarn ha deciso di ingaggiarne uno allo scopo di fare un regalo ad un fans nelle prime file che brandiva una macchina fotografica. Il leader dei Blur si è messo in posa vicino al fortunato chiedendo il cortese aiuto di una Bodyguard. E ancora le meravigliose Beetlebum e Out of Time con chitarra acustica per Damon, grandissimo anfitrione.
Per celebrare al meglio Coffee & TV, un fan dall’iniziativa cazzaro-geniale si è vestito da gigantesco cartone del latte sulla falsariga del celebro video che ha accompagnato al successo il brano. Potevano i Blur esimersi dal chiamarlo sul palco per farlo zompettare durante l’esecuzione della canzone? Ovviamente no. Da quel momento l’atmosfera ha assunto davvero qualcosa di magico, e ancora Trimm Trabb, Caramel sino ad una Tender da brividi che ha visibilmente reso felici e appagati “i quattro di Chelsea” . Arriva poi una sciabolata al cuore con la splendida To the End, paura e delirio con Parklife, End of a Century, This Is a Low,  Encore, Under the Westway, For Tomorrow e The Universal. Deflagrazione finale su Song 2.
C’è un energia fantastica stasera qui. Sono esausto e non ho quasi più la voce” è il commiato di Damon, grazie ai Blur per aver fatto i Blur, non serviva nient’altro che essere precisamente, tutti, dannatamente anni Novanta, che da quella nostalgia non ci guariamo mai noi trentenni del 2013.

 

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