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Concerto Primo Maggio Roma 2016, rock da “marziani” e audio anni ’60: un grazie Lercio

Ridateci il vecchio e caro Concerto del Primo Maggio, quello che negli anni ha emozionato milioni di italiani, li ha spinti a partire da ogni angolo di Italia per recarsi nella città eterna ad assistere a una grande giornata di musica nazionale e non solo. Beh, possiamo dire che la ventiquattresima edizione del concertone di Piazza San Giovanni ha buone possibilità di essere ricordato come uno dei peggiori della storia e non solo per la qualità degli artisti presenti sul palco. Luca Barbarossa, conduttore del Concerto del Primo Maggio di Roma 2016, ha provato a salvarsi con qualche tiro dalla bandierina. Il suo ruolo naturale è quello di cantante, fosse anche un buon speaker radiofonico, ma nei tempi di conduzione pecca e anche in modo evidente. Qualche stoccata per ricordare allo Stato di non lasciare sola la famiglia di Giulio Regeni, sviolinata per la SIAE ed attacco, tra le righe, a chi cerca di cambiare un sistema ormai al collasso (leggi Fedez). Lo stesso Luca Barbarossa che ha sbagliato tempi e modi per congedare i Marlene Kuntz: la band piemontese non ha preso bene il taglio per far spazio ad altri ospiti così da non eseguire la tanto cara “Nuotando nell’Aria”; nel backstage, Godano e compagni, si sono dedicati un bel messaggio di sfogo su Facebook mostrando il “dito medio”: insomma… non una mossa da signoroni e siamo certi che difficilmente li rivedremo a Roma.

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Dobbiamo segnalare le cose positive del concerto del Primo Maggio di Roma 2016? Beh, dai, qualcosina c’è stata: ad esempio, Gianluca Grignani in acustico, seppur stonando qualche piccola nota, ha fatto divertire il pubblico dando un assaggio di quel che sarà il suo nuovo lavoro discografico. Oppure, come non citare i Perturbazione e Andrea Mirò? Collaborazione positiva e unici, insieme a qualche altra piccola comparsa, a far davvero divertire piazza San Giovanni: l’idea di scendere tra il pubblico di Tommaso, front-man dei Perturbazione, è stata vincente. Così come Fabrizio Moro ha incastonato due, tre strofe giuste mentre Max Gazzè si è preso il palco per buoni venti minuti facendo cantare a squarciagola la piazza romana. Tra le rivelazioni della serata risulta impossibile non citare gli “Asian Duban Foundation”: ci fossero state più performance come le loro nel corso della lunga maratona musicale ci saremmo divertiti da matti. Un crossover capace di far conciliare diversi generi musicali e di dare la giusta carica a una piazza arrivata alle 23 di sera davvero stanca e appesantita da volti tristemente triti e ritriti.

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Ad esempio, i Modena City Ramblers – nonostante il buon successo fatto registrare ogni anno in Piazza San Giovanni – restano insieme solo per onorare la ricorrenza del Primo Maggio dal palco di Roma con i due brani arci-noti quali “I Cento Passi” e la rivisitazione di “Bella Ciao”. Insomma, non proprio l’ultima delle novità così come Enzo Avitabile ed Eugenio Bennato, altri volti noti e stra-noti del Concertone del Primo Maggio 2016. Per quanto riguarda la diretta televisiva, poi, non possiamo non prendere atto di trovarci ancora nel 1954: sì, anche gli amici di Twitter se ne sono accorti di una qualità video e audio pessima, da anni dell’immediato post-Guerra. Insomma, un difetto sempre presente per i canali della Rai e che difficilmente vedremo abbandonare a stretto giro di posta. Un pizzico di svecchiamento si è tentato per vie traverse: la collaborazione con “Lercio”, noto portale satirico che da anni spopola sui vari social network, ha portato a delle sane risate nel corso del pomeriggio. Ecco, se volete un consiglio per il prossimo anno: abbandonate la strada del “politically correct” ma siamo consapevoli che questo difficilmente potrà avvenire.

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