in

Concessione Autostrade, Di Maio vuole denunciare i precedenti ministri, Di Pietro: «Attenuanti generiche perché è ignorante»

«A Di Maio concederei le attenuanti generiche perché è ignorante. Se c’è una persona da cui dovrebbe imparare come comportarsi nei confronti delle concessioni autostradali quello sono io». E’ duro Antonio Di Pietro, che oltre ad aver fatto il magistrato per molti anni è anche stato Ministro dei trasporti tra maggio e novembre del 1996 con il primo governo Prodi e poi ancora ministro delle infrastruture tra maggio 2006 e maggio 2008.  La vicenda è quella dell’annunciata denuncia che il vicepremier Luigi Di Maio vorrebbe presentare a carico dei ministri dei trasporti dei governi precedenti. Si tratterebbe di una denuncia per danno erariale per aver permesso il bello e cattivo tempo ai concessionari delle autostrade. «Se Di Maio è a conoscenza di fatti di reato vada dalle autorità anziché fare annunci, così può prendersi una bella accusa di calunnia», ha detto Antonio Di Pietro ai microfoni di Radio Cusano Campus, intervistato da Matteo Torrioli.

 

«Quando uno è ignorante – ha incalzato l’ex Pm – bisogna dargli le attenuanti generiche, non bisogna condannarlo al massimo della pena. Solo una persona ignorante, nel senso che ignora come stanno i fatti, può dire una stupidaggine del genere e mettere sullo stesso piatto tutti quanti. Io mi chiamo Di Pietro e non San Pietro, altrimenti utilizzerei le stesse parole usate da Papa Francesco: leggete le carte e fatevi un’idea. Se c’è qualcuno che dal 2006 e fino al 2008 ha preso posizione contro quel tipo di privatizzazione quello sono io. Quindi sarei felice se venisse fatta una verifica dalla Corte di Conti».

Poi avverte il vicepremier sull’errore di scegliere la strategia dell’annuncio invece di presentarsi subito in Procura con un esposto. «Però una cosa è certa –  ha detto Di Pietro – Di Maio è un uomo di governo quindi è un pubblico ufficiale, quando accusa qualcuno perché è a conoscenza di fatti di reato, lo deve andare a riferire prima alle autorità, anziché annunciare denunce che poi non farà. Se ha qualcosa da dire lo vada a dire lì, in modo che possa prendersi una bel reato di calunnia nel caso lo faccia nei confronti di persone sbagliate. Altrimenti non faccia più di tutta l’erba un fascio. Se c’è una persona da cui dovrebbe imparare come bisogna fare nei confronti delle concessioni autostradali quello sono io. Dà fastidio quando l’ignoranza e la supponenza si mettono insieme e si fa di tutta l’erba un fascio, diffamando persone da cui si dovrebbe invece prendere esempio». Sulla ricostruzione di Ponte Morandi, invece, Di Pietro ha detto. «La norma prevede che chi rompe paga. Il compito dello Stato dovrebbe essere quello di farlo rifare ad Autostrade, controllando che lo faccia bene. Se si mette a farlo lo Stato, ci vorrà un sacco di tempo in più, un sacco di soldi in più, si genereranno un sacco di contenziosi con Autostrade e alla fine ci ritroveremo cornuti e mazziati con Autostrade che controlla lo Stato. Se poi lo vuole fare lo Stato, allora faccia una gara europea».

Leggi anche –> Renzo Piano lavora al progetto di ricostruzione del Ponte Morandi

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

Autostrade in tempo reale: traffico, incidenti, chiusure oggi venerdì 5 ottobre 2018

Autostrade in tempo reale: traffico, incidenti, chiusure oggi mercoledì 29 agosto 2018

Assunzioni Banca Mediolanum 2018, nuove offerte di lavoro: ecco posizioni aperte e requisiti