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Concita De Gregorio, Senaldi tira fuori campagna dell’Unità: «Così prende per c**o le donne»

«Chi gliel’ha detto al suo giornalista che Nilde Iotti era brava a letto? Cosa significa essere brava a letto?», chiede Concita De Gregorio. «Non posso sapere se Nilde Iotti era brava a letto però immagino che per aver indotto il segretario del Partito Comunista a mollare moglie e figlio autistico…» replica Pietro Senaldi. Queste sono alcune battute del “botta e risposta”, che ha caratterizzato il duro scontro a L’aria che tiraprogramma di La7, condotto da Myrta Merlino. Su Libero quotidiano è arrivato ieri, venerdì 13 dicembre, un articolo che porta la firma del direttore esecutivo, incentrato sulla campagna promozionale per l’Unità, giornale simbolo del Partito Comunista Italiano, che fu di Palmiro Togliatti e della Iotti, proprio al tempo della direzione di Concita De Gregorio (2008-2011), che aveva un clamoroso primo piano di lato B di donna in minigonna, con il quotidiano infilato nella tasca posteriore.

De Gregorio Senaldi

Concita De Gregorio, Senaldi tira fuori campagna dell’Unità: «Così prende per c**o le donne»

«Che c**o. Proprio mentre Concita De Gregorio mi dava l’ ennesima lezione televisiva su come si devono rispettare le donne, mi sono imbattuto su internet nella pubblicità con la quale pochi anni fa la signora promuoveva il quotidiano che dirigeva e che portò alle soglie del disastro», comincia così il lungo articolo di Pietro Senaldi, pubblicato su Libero. «Un bel fondoschiena femminile, giovane e sodo, con tanto di copia dell’Unità infilata in tasca e aggettivi allusivi tra i quali indomabile, bella, generosa, libera, mini. Che dire, così fan tutti. Chissà cosa avrebbe pensato, se fosse stata in vita, l’austera Nilde Iotti, che andò a vivere con Togliatti solo per il piacere di poter parlare con lui di comunismo anche alle due del mattino, dell’iniziativa sessista presa dalla prima, e ultima, direttrice donna del suo giornale di partito», si legge sempre nel pezzo uscito ieri.

De Gregorio, Senaldi: «Non chiedemmo all’ ordine dei giornalisti di radiare la testata, come qualche vecchio tifoso dell’Unità ha fatto ieri in tv con Libero…»

«Molti compagni ai tempi non gradirono, ma furono messi a tacere, nello stile della casa», insiste Senaldi, che poi aggiunge: «Noi invece difendemmo la foto, ritenendo che non ci fosse modo migliore per diffondere carta da c. Non chiedemmo all’ ordine dei giornalisti di radiare la testata, come qualche vecchio tifoso dell’Unità ha fatto ieri in tv con Libero. Aspettammo che lo facessero i lettori. Forse qualcuno se ne andò proprio quando si accorse di come la sinistra, anziché difenderle, prende per il culo le donne e, se si tratta di attizzare le menti dei possibili compratori, non disdegna di puntare sul loro lato B, che in certi perbenisti ipocriti non differisce poi tanto dal lato A. Chissà se qualche compagno non si è sentito svilito intellettualmente dalla pubblicità in questione, che colpiva alle spalle le femministe e mirava alle p**le dei maschietti».

De Gregorio Senaldi

«La frase che ha indignato tanti perbenisti si trovava nella recensione a una fiction, non in un ritratto della signora…»

«Non vorremmo mai che la De Gregorio, per quella copertina, venisse messa all’ indice oggi dalla sua conventicola che ci ha criticato così tanto per aver scritto che la Iotti, oltre a essere una bravissima presidente della Camera, era pure bella, simpatica e grande in cucina e a letto», scrive nell’articolo il direttore esecutivo di Libero, che ha voluto poi puntualizzare: «Della Iotti non ci importa nulla, tantomeno della sua vita sessuale e del suo amore per Togliatti, che, è storia, scandalizzò molti nel Pci quando la sinistra era una cosa seria. La frase che ha indignato tanti perbenisti si trovava nella recensione a una fiction, non in un ritratto della signora. Però non riteniamo onesto che chi per anni è entrato nella camera da letto di Berlusconi oggi si indigni per un inciso in un pezzo, sostenendo che sesso e politica vadano sempre scissi. Se si può indagare la dimensione sessuale di un parlamentare, lo si può fare anche con quella di una parlamentare, e chi si batte per la parità deve accettarlo!».

De Gregorio Senaldi

De Gregorio, Senaldi: «Tirare in ballo i minori, uomini o donne, non è il massimo. Temo che…»

Sull’accusa di sessimo Senaldi si difende così: «Per un uomo non di sinistra, grande a letto, anche se riferito a una donna, non è un insulto; tutt’altro. E questo ce lo hanno insegnato proprio i progressisti, dei quali abbiamo sempre apprezzato la libertà sessuale che propugnavano, prima di andare in cortocircuito morale e uterino!». Poi ultime battute dedicate a Concita De Gregorio e allo scontro avvenuto in televisione: «Forse immemore della pubblicità sulla quale ha messo il suo lato A, la mia amica concitata, con la classe di cui sopra, ieri in tv si chiedeva se io abbia qualche figlia femmina; il sottinteso era: poveraccia, nel caso ne abbia una. Tirare in ballo i minori, uomini o donne, non è il massimo. Temo che i suoi amici che fanno gli assistenti sociali a Bibbiano, nella rossa Emilia dove è così bello essere bambini, decidano, ascoltandola, di togliermi la prole…».

leggi anche l’articolo —> Nilde Iotti, “Libero” nella bufera per gli insulti sessisti: l’esposto delle donne emiliane

 

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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