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Concordia in piedi. Nick Sloane, l’uomo chiave che ha diretto le operazioni

E’ festa al Giglio, l’annuncio arriva alle 4 del mattino tra applausi e abbracci, più di 500 uomini impegnati tra tecnici, ingegneri e Protezione civile, che da lunedì mattina hanno risollevato la Costa Concordia e forse anche l’immagine dell’Italia. In queste ore la Concordia ruotata di 65 gradi, è stata messa in una posizione verticale e poggia sulle piattaforme create appositamente e che fungono da fondale artificiale a circa 30 metri di profondità.

Conclusasi in modo eccellente questa importantissima e delicata fase, da ora le prossime manovre da fare saranno quelle del montaggio dei cassoni per farla galleggiare, ma soltanto dopo la valutazione complessiva dei danni.
Nicholas Sloane


Uno dei personaggi chiave che ha diretto le operazioni della manovra di rotazione è Nicholas Sloane, “salvage master” (capo salvataggio) e ribattezzato dai media come “cacciatore di relitti”. Queste le sue prima parole dopo il successo dell’allineamento: “Sono sollevato e contento, ora mi vado a fare una birra e poi a dormire“.

Sloane ha diretto per 19 ore le operazioni dalla sala controllo. Tra applausi e pacche sulle spalle ed un grande abbraccio con Franco Gabrielli è diventato l’eroe della giornata. Nicholas Sloane è un ingegnere di origine sudafricana di 52 anni, con alle spalle una carriera lunga 27 anni nel settore del recupero dei relitti. Si occupava nello specifico di salvataggio e rimozione di relitti in ogni parte del mondo, le sue capacità lo hanno portato al completamento di operazioni simili in Asia, Pakistan, Arabia Saudita, Yemen, Emirati Arabi, Stati Uniti, Australia, Papua Nuova Guinea, ma anche in Brasile e Messico e in Africa. Una delle ultie importanti operazioni che lo ha visto protagonista nel 2011, fu nel recupero della petroliera Brillante Virtuoso, che era stata attaccata dai pirati al largo di Aden. Sloane attualmente vive in Sudrafica, a Città del Capo, insieme alla moglie Sandra e ai tre figli. Questa del Giglio sarà senza dubbio l’esperienza che lo farà ricordare più di tutti gli altri recuperi in mare.

Intanto l’Agenzia regionale di Protezione Ambientale Arpat toscana effettua da terra, ogni ora, prelievi di acqua per controllare eventuali forme di inquinamento, mentre la nave oceanografica Poseidon si occupa dell’acqua al largo. Il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando: “Credo che ci siano tutte le condizioni per una richiesta di danni ambientali”, provocati dal naufragio della Concordia.

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