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Concordia, nuova udienza del processo: Roberto Ferrarini contro Francesco Schettino

Oggi, lunedì 14 aprile, al Teatro Moderno di Grosseto, si è svolta una nuova udienza del processo sul naufragio della Costa Condordia al largo dell’isola del Giglio avvenuto nella notte del 13 gennaio 2012 in cui persero la vita 32 persone. Il pm Alessandro Leopizzi ha interrogato Roberto Ferrarini, fleet crisis coordinator, ovvero capo dell’unità di crisi di Costa Crociere Spa e personaggio chiave per comprendere al meglio le comunicazioni intercorse fra l’azienda e Francesco Schettino, comandante della nave, subito dopo l’urto con gli scogli. Un urto che Schettino, nella prima telefonata con Ferrarini pare aver descritto così: “Ci stava questo piccolo scoglietto qui e abbiamo dato una botta con la poppa. Sta arrivando acqua al quadro principale di poppa e siamo qua in blackout. Sono proprio distrutto”.

anticipazioni porta a porta

Alla presenza, in aula, del comandante Schettino, Ferrarini, che nel luglio 2013 ha patteggiato due anni e 10 mesi per omicidio plurimo colposo, lesioni plurime colpose e mancate comunicazioni alle autorità marittime, ha smentito alcune dichiarazioni dell’unico imputato del processo contestualizzando meglio le varie telefonate, spiegando a tutti la procedura inserita nel codice Safety Managemente System ed aggiungendo dettagli al ricordo delle conversazioni avvenute, ma soprattutto ha smentito di aver detto: “ci mangiamo la nave” con un categorico: “No, lo escludo”.

A cosa si riferiva quella frase? Secondo quanto affermato dal comandante Schettino quella era stata la risposta ricevuta da Ferrarini alla sua richiesta di chiamare i rimorchiatori. Ferrarini ha negato, inoltre, di non aver ritenuto tale azione come prioritaria e di aver consigliato a Schettino di mantenere un basso profilo, ma soprattutto ha cercato di far capire ai giudici che nelle valutazioni sui soccorsi e sulle strategie da prendere non ha avuto la meglio il rapporto fra costi e benefici dicendo: “aver chiamato i rimorchiatori non avrebbe comportato nessun onere per la compagnia” ed aggiungendo: “solo al momento dell’utilizzo, 4-5 ore dopo dalla richiesta di intervento, avremmo stipulato il contratto, ma solo se effettivamente avessero effettuato l’intervento”. Anche al riguardo dell’avviso della capitaneria di porto le dichiarazioni sono risultate differenti da quelle fatte dallo stesso Schettino. Ferrarini ha fatto sapere che: “Il comandante Schettino mi disse di essere in contatto con la capitaneria di porto, quindi per me l’autorità marittima era già stata informata da lui”.

Sempre nella giornata di oggi si attende anche l’incontro tra il capo della protezione civile Franco Gabrielli e la popolazione dell’Isola del Giglio.

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