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Concorsone scuola 2016: bocciati metà dei professori, cosa accadrà ora?

Non si placa il dibattito attorno al maxi-concorso della scuola, pensato con l’obiettivo di assumere oltre 63mila insegnanti, dalla materna fino alle scuole superiori. E’ giusto lasciare il termine “pensato”, dal momento che l’obiettivo – almeno per ora – pare non sia stato centrato: a quanto riferito da un’indagine a cura di Tuttoscuola riportata, finora è stato ammesso agli orali meno del 45% degli insegnanti. In altre parole, i bocciati sono più della metà.

Da quanto il concorso è stato indetto si sono susseguite polemiche su polemiche: dall’ammissione dei candidati passando alla “crudeltà” dei quesiti (in più hanno lamentato una selezione pensata per decimare gli ammessi), fino ad arrivare alla querelle sul ritardo delle valutazioni. Tuttoscuola riporta infatti che “oltre 300 procedure di concorso su 800, riguardanti oltre la metà dei candidati, non hanno completato le correzioni degli scritti e si concluderanno dopo il termine ultimo del 15 settembre 2016”.

Intanto si rincorrono le ipotesi su quello che sarà il futuro della scuola italiana. L’anno scolastico 2016/2017 rischia di cominciare con circa 20mila cattedre vacanti sia per i risultati del concorso che per la scarsità di candidati in alcune classi di concorso. Ad occupare questa parte sostanziosa di cattedre saranno i docenti precari iscritti in GAE oppure i supplenti annuali attinti dalle graduatorie di II fascia. Alcuni dei quali, magari, sono proprio quegli stessi professori stati bocciati al concorsone.

In apertura: condesign/Pixabay.com

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