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Conflitto arabo-israeliano: ecco cosa accade oggi, 69 anni dopo la partizione della Palestina

Era il 29 novembre 1947, quando l’ONU approvò la risoluzione 181 che avrebbe dovuto risolvere in modo definitivo il conflitto arabo-israeliano: si tratta di un piano che proponeva la partizione del territorio palestinese fra un nascente stato ebraico e uno arabo, con Gerusalemme sotto controllo internazionale. La maggior parte degli ebrei accettò la spartizione, mentre la maggior parte degli arabi che risiedevano in Palestina non si mostrò favorevole al piano, rivendicando l’intero paese e criticando il tracciato di frontiera, che non garantiva loro sbocchi sul Mar Rosso e sul Mar di Galilea. La conseguenza immediata è stata l’avvio d’una guerra civile in Palestina a causa del deterioramento delle relazioni, seguita dalla guerra arabo-israeliana del 1948. E da allora decenni di lotte e incomprensioni, sospesi forse solo durante gli accordi di Camp David del 1978.

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Ma che cosa accade oggi? Come riportato da varie fonti, Israele continua ad essere in uno stato di emergenza. E’ il portale “Look Out News – il mondo che nessuna racconta” a riferire che nell’ottobre dello scorso anno il conflitto ha preso la forma “spontaneista” di “sporadiche aggressioni di cittadini israeliani, feriti e talvolta uccisi a coltellate da palestinesi spesso regolarmente registrati come cittadini d’Israele.”

Un ultimo preoccupante fenomeno riguarda gli incendi devastanti che proprio negli ultimi giorni stanno minacciano abitazioni e colture dal nord al centro della Palestina, costringendo alla fuga migliaia di abitanti, da Haifa, particolarmente colpita, alle colline di Beit Meir. All’ipotesi iniziale, che attribuiva gli incendi a una siccità che dura ormai da mesi e ai forti venti meridionali, si è andata sostituendo un’ipotesi inquietante: è stato il Ministro della sicurezza interna Gilad Erdan a parlare di “terrorismo da incendio doloso” e a riferire che “almeno il 50% degli incendi sono stati provocati intenzionalmente”. Intanto, come riportato da Haaretz e in Italia anche da Il Post, Shin Bet, l’agenzia di intelligence interna di Israele, ha dichiarato di avere aperto un’inchiesta per accertare l’eventuale origine dolosa degli incendi, mentre le forze di sicurezza israeliane avrebbero già arrestato più di dieci sospetti piromani palestinesi. Ancora una volta ci troviamo di fronte a contraddizioni: c’è chi riporta che alcuni media israeliani abbiano riferito che a Gaza Hamas avrebbe “esultato” per gli incendi, anche se il presidente palestinese Mahmud Abbas ha inviato aiuti allo Stato ebraico.

In apertura: foto di Unsplash/Wikimedia Commons (solo a titolo esemplificativo)

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