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Conseguenze di un attacco terroristico: il disturbo da stress post traumatico

La strage di Parigi costata la vita a 128 persone lascerà una macchia indelebile nella storia d’Europa. Sette attacchi terroristici in diverse zone della capitale francese e un numero di feriti che fino a questo momento è salito a più di 200 persone. Ma la strage, il terrorismo, non è solo nei Kamikaze, nelle esplosioni o nelle pallottole sparate da quei Kalashnikov. Stragi di questa portata, di questa gravità continuano anche dopo, si radicano dentro di noi e si espandono come un cancro. È questo il significato della parola terrorismo e uno dei mali psicologici più ricorrenti è il disturbo da stress post traumatico.

Il disturbo da stress post traumatico può manifestarsi entro poche settimane dall’evento traumatico e durare nel tempo. Ci sono casi, però, in cui il disturbo da stress post traumatico si manifesta a distanza di molti mesi dall’evento drammatico e in altri casi persino a distanza di qualche anno. I sintomi, inoltre, si sviluppano entro i primi tre mesi dall’avvenimento e devono necessariamente durare più di trenta giorni prima di poter essere associati al disturbo da stress post traumatico. Le alterazioni non si manifestano solo sul piano psicologico, ma anche su quello biologico: tachicardia, iperfunzione cronica tiroidea, riduzione di volume dell’ippocampo e alterata neurobiologia del sonno.

Il disturbo da stress post traumatico si manifesta come conseguenza di eventi stressanti o traumatici che abbiamo vissuto in prima persona o a cui abbiamo assistito indirettamente. Il disturbo da stress post traumatico è anche definito nevrosi da guerra proprio perché i pazienti che ne sono affetti sono stati coinvolti in situazioni belliche o di forte impatto emotivo. Gran parte delle persone affette dal disturbo da stress post traumatico rivive attraverso i flashback i momenti di terrore vissuti durante il trauma. Inoltre, fra i sintomi, ritroviamo ansia, irritabilità, incubi notturni, ridotto interesse per le proprie attività, difficoltà a concentrarsi e tendenza a evitare ogni situazione in grado di far riaffiorare il trauma. Il disturbo da stress post traumatico può essere curato in due modi: quello psicoterapeutico e quello farmacologico. Con la psicoterapia il paziente può rielaborare il trauma, distanziarlo da se stesso e storicizzarlo, ovvero considerarlo un evento del passato. Questo percorso può essere portato avanti con il supporto della famiglia e con la psicoterapia di gruppo. La cura farmacologica, invece, è più complessa e può diversificarsi a seconda del soggetto. In questo caso è bene seguire le indicazioni del proprio medico.

 

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