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Contratto di apprendistato 2015: che cos’è e come cambia con il Jobs Act

Si continua a lavorare sul futuro dei giovani e sulle opportunità di ingresso nel mondo del lavoro. Il decreto legislativo 81/2015, introdotto il 25 giugno scorso col Jobs Act, ha apportato diverse moficihe al contratto di apprendistato. Questo tipo di contatto è riservato soprattutto ai giovani tra i 15 e i 29 anni e permette a questi di ottenere una qualifica professione svolgendo lavori in aziende che si impegnano a formare l’apprendista, attraverso corsi di formazione orali e pratici.

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Come riportato da PensioniOggi, l‘apprendistato per la qualifica e il diploma, innanzitutto, viene rinominato “apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e la specializzazione professionale” e “apprendistato di alta formazione e ricerca”. Una rilevante novità riguarda la possibilità di assumere senza limiti di età i lavoratori beneficiari di mobilità o di indennità da disoccupazione. L’obiettivo è formare un sistema duale, in cui il conseguimento dei titoli del livello secondario di istruzione e del livello terziario, possa arrivare anche attraverso l’apprendimento presso l’azienda.

Si tratta di una modifica molto importante perché permetterà ai giovani di conseguire titoli universitari, compresi i dottorati di ricerca e il praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche con la formazione in azienda. É un sistema già vigente nel resto d’Europa che si sta diffondendo anche in Italia. Il datore di lavoro potrà, quindi, assumere un giovane dopo aver trovato l’accordo con l’istituzione formativa presso la quale è iscritto. Tramite questo accordo lo studente inizierà a lavorare in azienda e, in cambio, potrà ricevere dei crediti formativi utili per il conseguimento del titolo di formazione. Nell’accordo prelavorativo si dovranno stabilire la durata e le modalità della formazione e il numero dei crediti (massimo 60) che verranno riconosciuti allo studente.

Per incentivare il datore di lavoro, è previsto che per le ore di formazione effettuate presso l’stituzione formativa non c’è l’obbligo di retribuzione, mentre per le ore di formazione svolte presso l’azienda, il lavoratore ha diritto ad una retribuzione pari al 10% di quella che gli spetterebbe. Ulteriori novità riguardano il libretto formativo e la certificazione delle competenze. Per quanto riguarda il libretto formativo, la registrazione della formazione svolta in apprendistato tocca al datore di lavoro mentre, nelle altre due forme di apprendistato, la registrazione è compito dell’istituzione formativa. Per quanto concerne la certificazione, invece, è previsto che le competenze acquisite devono essere certificate dall’istituzione formativa di provenienza del lavoratore apprendista.

Written by Giuseppe Cubello

Studente all'Università Magna Graecia di Catanzaro. Innamorato dello sport. Sogno di diventare presto giornalista pubblicista.

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