in

Contratto a progetto 2016: cos’è, come funzionano i contributi, cosa cambia dopo il Jobs Act

Sapete che cos’è il contratto a progetto? Questi contratti, più noti come come co.co.pro., sono una tipologia di contratto di lavoro disciplinata dal D. Lgs. n. 276/2003 (Legge Biagi): la caratteristica che li contraddistingue è che l’attività svolta dal collaboratore deve avvenire nell’ambito di uno specifico progetto, la cui durata e i cui contenuti devono essere determinati (motivo per chi non può sussistere un rapporto di dipendenza tra lavoratore e datore di lavoro). Le tutele sono molto diverse rispetto a quelle dei lavoratori dipendenti, dalla malattia alla gravidanza, e invitiamo a leggerle con attenzione sul portale Inps, nella pagina dedicata.

Per quanto riguarda i contributi, i versamenti confluiscono nella gestione separata Inps alla quale bisogna essere regolarmente iscritti. Anche i co.co.pro. sono tenuti a versare parzialmente contributi (che consistono all’incirca nei 2/3 della ordinaria contribuzione Inps, di cui 2/3 a carico del datore di lavoro e 1/3 a carico del lavoratore), oltre ad essere protetti con l’assicurazione antinfortunistica (interamente a carico del datore di lavoro).

Dopo l’approvazione del Jobs Act, quale fine spetta al contratto a progetto? I collaboratori che hanno perso il lavoro avendo maturato almeno 3 mesi di disoccupazione possono richiedere la Dis-Coll, apposita indennità di disoccupazione. Inoltre la recente riforma del lavoro stabilisce inoltre che i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa si trasformino in contratti di lavoro dipendente, a partire dal 1° gennaio 2016.

In concreto, cosa cambia e per chi? In realtà non mancano casi in cui i lavoratori possano continuare ad essere inquadrati come co.co.pro., ovvero nel caso in cui le collaborazioni siano prestate nell’esercizio di professioni intellettuali per le quali è necessaria l’iscrizione a specifici albi professionali, ma anche per le prestazioni di lavoro che si svolgono nell’ambito di associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali. Il contratto a progetto continuerà a sussistere anche  collaborazioni regolate dagli accordi collettivi nazionali di lavoro, in ragione delle particolari esigenze produttive ed organizzative del relativo settore.

Alle pubbliche amministrazioni, inoltre, avranno la facoltà di avvalersi del contratto a progetto nella fino al 1° gennaio 2017.

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

Carlos Bacca

Calciomercato Milan news, Bacca cercato dal Chelsea?

Garcia esonero

Garcia-Roma: una decisione inevitabile, che non si vuole prendere