in

Contratto a progetto 2017: qual è il significato e come cambia nel 2017

Per comprendere le collaborazioni coordinate e continuative si deve necessariamente citare l’art. 409 del c.p.c. relativo alle “controversie individuali di lavoro”, in detto articolo si stabilisce che queste collaborazioni si concretizzano in una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale anche se non a carattere subordinato. I requisiti necessari di dette collaborazioni sono
>La continuità, quindi la prestazione non deve essere occasionale, ma perdurare nel tempo con costanza del lavoratore a favore del committente.
>Il coordinamento, ovvero la strumentalità tra la prestazione lavorativa del lavoratore e l’organizzazione del datore di lavoro
>La prevalente personalità della prestazione di lavoro, cioè la prevalenza della prestazione personale del lavoratore rispetto alle prestazioni altrui e alla struttura materiale.
Dunque le collaborazioni coordinate e continuative costituiscono un rapporto di lavoro parasubordinato, differisce dal lavoro dipendente per la mancanza di subordinazione, ma differisce anche dal lavoro autonomo e dall’attività imprenditoriale.

Le collaborazioni coordinate a progetto dette Co.Co.Pro. sono state previste dal D.legs. n. 276/2003 che introdusse il superamento delle collaborazioni, disciplinate dall’art. 409 del c.p.c. accorpandole di fatto alla nuova tipologia contrattuale delle Co.Co.Pro.. La caratteristica della nascente figura di contratto consisteva nell’aggiunta di un elemento distintivo, ovvero il progetto. Le collaborazioni coordinate e continuative dovevano essere corredate da un progetto indicativo del risultato finale da raggiungere.

Con il Decreto legislativo n.81 del 2015, sulle tipologie contrattuali sono state superate le Co.Co.Pro e in base all’art. 2 del detto decreto a partire dal 1° gennaio 2016 non è stato più possibile instaurare collaborazioni coordinate continuative neanche a progetto, se non in alcune fattispecie tassativamente dalla legge:
>Collaborazioni per le quali il C.C.N.L. di categoria prevedono, “in ragione delle particolari esigenze produttive ed organizzative del relativo settore”, particolari normative.
>Collaborazioni prestate nell’esercizio di professioni intellettuali per cui è necessaria l’iscrizione in appositi albi professionali.
>Rapporti organici.
>Prestazioni di lavoro per fini istituzionali e per Associazioni e Società sportive dilettantistiche affiliate alle Federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli Enti di promozione sportiva riconosciute dal CONI.
Comunque queste collaborazioni non dovranno contenere più la previsione di un progetto. Se, quindi verranno instaurate co.co.co diverse da quelle tipiche, queste saranno vagliate dagli Organi accertatori e se presenteranno i tre elementi caratteristici, potranno essere ricondotte alla disciplica propria del lavoro subordinato.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

Coachella Festival 2017 ospiti, programma e biglietti: ecco tutto quello che devi sapere

Settimana bianca offerte: le migliori promozioni dal Trentino Alto Adige all’Abruzzo