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Contratto di somministrazione 2017: che cos’è e cosa è importante sapere

Contratto di somministrazione 2017: che cos’è e cosa è importante sapere

Per contratto di somministrazione lavoro si intende un rapporto di lavoro che presenta alcune importanti peculiarità. Innanzitutto si tratta di un contratto che riguarda tre soggetti:
un’agenzia di lavoro (somminstratore)
un’impresa, che può essere pubblica o privata (utilizzatore)
il lavoratore
Il lavoratore viene assunto e stipendiato dal soggetto somministratore per andare a svolgere la propria attività professionale, detta missione, presso l’utilizzatore. La caratteristica maggiore del contratto di somministrazione risiede nel fatto che il lavoratore è assunto da un’agenzia di somministrazione, obbligata alla retribuzione e contribuzione e titolare del potere disciplinare, che è un soggetto diverso dal fruitore della prestazione del lavoratore, ovvero dall’impresa utilizzatrice che ha potere direttivo e di controllo. L’attività di somministrazione può essere svolta solamente dalle agenzie per il lavoro che siano in possesso di requisiti ben determinati tra i quali una certa solidità finanziaria, siano siano preventivamente autorizzate dal Ministero del Lavoro e risultino iscritte in un apposito Albo informatico tenuto presso la Direzione generale per il mercato del lavoro, si tratta di un registro elettronico, consultabile sul sito Cliclavoro nazionale, www.cliclavoro.gov.it. Nel caso in cui l’agenzia di somministrazione non svolga il suo lavoro con rigore, ad esempio non versi la retribuzione o la contribuzione ai lavoratori, la Direzione generale per il mercato del lavoro può depennarla dall’albo e revocare l’autorizzazione ad operare. L’atto di autorizzazione, dunque, rappresenta un elemento fondamentale del contratto di somministrazione che, a pena di nullità, deve avere forma scritta.

Contratto di somministrazione 2017: chi può stipularlo?

La somministrazione di lavoro può riguardare qualsiasi categoria di lavoratori subordinati, quindi operai, impiegati, quadri e dirigenti. I lavoratori somministrati dal canto loro hanno nei confronti dell’impresa utilizzatrice gli stessi doveri dei lavoratori dipendenti. Il trattamento economico e normativo dei lavoratori somministrati è equiparato a quello dei dipendenti di pari livello dell’utilizzatore, quindi a parità di mansioni svolte devono essere retribuite oltre alle ore lavorate effettivamente, le ore di ferie, permesso, le festività, la malattia, l’infortunio e ogni altro istituto previsto dal Ccnl applicato dall’impresa utilizzatrice. I sommistrati hanno anche il diritto di beneficiare di tutti i diritti assistenziali e sociali riconosciuti ai dipendenti dell’utilizzatore addetti allo stesso segmento di produzione, eccetto quelli il cui godimento dipenda dalla iscrizione ad associazioni o società cooperative, oppure al raggiungimento di una determinata anzianità di servizio; a questi lavoratori sono riconosciuti gli stessi diritti sindacali dei dipendenti delle imprese utilizzatrici.

Contratto di somministrazione 2017: che cos’è e cosa è importante sapere

L’agenzia somministratrice ha l’obbligo di versare la retribuzione al lavoratore e di versare i contributi Inps e i premi Inail come per i dipendenti dell’impresa utilizzatrice. Mentre gli oneri retributivi e previdenziali e una percentuale che costituisce il guadagno dell’agenzia viene versato dall’utilizzatore. Quest’ultimo è responsabile in solido con l’agenzia in caso di insolvenza della stessa agenzia sia relativamente alla retribuzione che alla contribuzione. Alla fine della missione l’utilizzatore può assumere il lavoratore , ogni clausola contraria a ciò è da considerarsi nulla.
Ci sono due tipi di somministrazione:
a tempo determinato (assimilabile al vecchio “lavoro interinale“);
a tempo indeterminato (anche denominata “staff leasing“).
La Pubblica Amministrazione può stipulare contratti solo a tempo determinato. A norma del Decreto legislativo n. 34/2014, dal 21 marzo 2014 come per i contratti di lavoro subordinato, non è più richiesto che venga indicata la causalità. La definizione dei limiti quantitativi di utilizzo della somministrazione di lavoro a tempo determinato è affidata ai contratti collettivi nazionali di lavoro.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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