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Copertina Crozza diMartedì 13 gennaio 2015: dall’Isis a Giorgio Napolitano passando per Matteo Salvini

Di cosa ha parlato Maurizio Crozza nella copertina di diMartedì di questa sera, 13 gennaio? All’interno del programma di La7 condotto da Giovanni Floris il comico genovese ha iniziato il suo monologo nello stesso modo di sempre, dedicandosi prima all’Isis poi a Matteo Salvini e a Matteo Renzi e concludendo il suo intervento menzionando le dimissioni di Giorgio Napolitano.

Crozza ha esordito quindi con: “Giova, Giova”, aggiungendo: “parto con due battute secche su Maometto? Dici di no, dici che è meglio aspettare che a quelli dell’Isis cresca un po’ di umorismo?” e proseguendo con: “Comunque se un giorno in Italia dovesse arrivare il Califfato la copertina comica è meglio se la fai fare a Pagnoncelli…. per carità Giova io non ce l’ ho con Allah” “perché per carità tu magari fai il botto di ascolti, ma io il botto lo farei di persona ….”

Da qui Crozza si è spostato a parlare di Matteo Salvini, presente in collegamento esterno, dicendo: “Chi invece, a naso, mi sembra che i mussulmani non gli stiano tanto simpatici è Matteo Salvini …. Salvini ha detto che ci sono milioni di mussulmani pronto a sgozzarci …. Salvini ha fatto di tutta l’erba un fascio … Salvini è forte, non guarda in faccia a nessuno, ha criticato aspramente anche il Papa”. Il comico genovese ha quindi iniziato ad imitare Papa Francesco, un Papa triste per le critiche ricevute e pronto a consegnare al segretario della Lega Nord il suo scettro per il comando o meglio pronto a consegnarli: “le chiavi di San Pietro la chiesetta piccola vicino alla casa di Bertone…..

Crozza si è poi occupato della Santanchè che in un tweet ha detto di voler pubblicare Chalrie Hebdo in Italia commentando con: “è come se Hannibal Lecter volesse produrre Masterchef” aggiungendo: “dalla prima crociata sono passati 900 anni, prima siamo andati là noi e poi sono venuti qui loro … con i riflessi non sono velocissimi” concludendo con un commento alle minacce lanciate sulla Capitale “A Roma, già se voleste beccare i vigili urbani dovete andarli a stanare casa per casa … i terroristi dormienti … noi abbiamo intere categorie dormienti … che non si svegliano nemmeno con le cannonate …” Il noto comico ha poi concluso il monologo parlando di Renzi e dicendo: “Chi invece ha fatto un figurone a Parigi è stato Renzi, l’hai visto Giova …. Tutti erano seri, compunti, silenziosi, e lui guardava in giro, parlava, scherzava … sembrava in gita di classe …” e chiosando con le dimissioni di Giorgio Napolitano.

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