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Coronavirus, sei contagiati in Lombardia: «Cinque sono gravi»

Il coronavirus è arrivato in Lombardia e i casi accertati di contagio sono sei. La comunicazione ufficiale è arrivata dall’assessore al Welfare Giulio Gallera durante una conferenza stampa. Come riportato da Il Fatto Quotidiano, l’uomo ha dichiarato: «Sono sei i casi di positività. Cinque sono gravi». Dunque una notizia che ha sconvolto tutti quanti. Tutte e sei i pazienti contagiati dal virus verranno trasportati presso l’ospedale Sacco di Milano. Inoltre, altre 250 persone sono state messe in isolamento. La situazione va man mano aggravandosi, ma resta pur sempre sotto controllo.

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Coronavirus: 6 sono i contagiati in Lombardia

La situazione in Lombardia, dopo il primo caso accertato di Coronavirus, sta diventando sempre più grave. Dopo il manager 38enne di Castiglione d’Adda risultato positivo al test del Coronavirus, ora altre cinque persone hanno preso il virus. Due dei cinque pazienti ricoverati con i vari sintomi sono stati a stretto contatto con il primo paziente, infatti sono: la moglie del manager e un suo amico, con il quale svolgeva attività sportive. Sugli altri tre ricoverati Maria Gramegna della direzione generale Welfare della Lombardia, come riportato da Il Fatto Quotidiano, ha dichiarato: «Gli ulteriori 3 casi positivi sono persone che si sono presentate con un quadro clinico di polmonite importante. Oltre alla presa in carico terapeutica, stiamo cercando di capire se sono contatti».

Ben 250 persone in isolamento

Oltre ai sei casi accertati di Coronavirus in Lombardia, altre 250 persone sono state messe in isolamento per essere poi sottoposte al test. L’assessore Giulio Gallera, come riportato da Il Fatto Quotidiano, ha riportato: «A oggi abbiamo un numero cospicuo di persone su cui stiamo intervenendo, sono circa 250 le persone in isolamento a cui faremo il tampone. Oggi abbiamo 149 persone, tra infermieri e altre persone che sono state in contatto con il primo paziente, a cui faremo i test. A questi si aggiungono coloro che lavorano nella sua azienda a cui andremo a fare un tampone, non tutti però. Solo chi ha avuto contatti molto ravvicinanti».

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