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Corrado Mantoni, “La Corrida” 20 anni dopo stasera su Canale 5: tutte le curiosità sul conduttore «Scognomato»

L’8 giugno 1999 ci lasciava Corrado Mantoni, «Lo scognomato» come lo definì sapientemente Totò nella famosa scenetta del Premio Nobel e non a torto, considerando che per molti di noi, il conduttore della Corrida, programma di successo ora nelle mani di Carlo Conti e punta di diamante della Rai, era semplicemente «Corrado, il caro Corrado». A vent’anni di distanza dal decesso, la televisione, quel giocattolo con cui lui ha saputo «giocare» con maestria gli rende omaggio, ricordandone l’eleganza e la simpatia. Un fuoriclasse, punto di riferimento per chi desidera muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo. Non a caso in una nota intervista Fabrizio Frizzi, che ci ha lasciato anche lui troppo presto, rivelò di aver preso a modello proprio Corrado, conduttore dall’umanità straordinaria.

Corrado, a vent’anni dalla scomparsa, l’omaggio della tv

La tv si è data un gran da fare per ricordare l’indimenticabile Corrado: Techetechetè in onda eccezionalmente nel primo pomeriggio su Rai 1, ha realizzato uno speciale dal titolo Corrado, e non finisce qui. Anche Canale 5, dove il conduttore ha lavorato a partire dal 1982, quando ancora si chiamava Fininvest, in prima serata, trasmetterà una puntata de La Corrida di Corrado: probabilmente l’ultima, quella con cui questi si congedò dal suo amato pubblico, che mai lo ha dimenticato. Noto anche con lo pseudonimo di Corima, Corrado Mantoni è nato a Roma il 2 agosto 1924. Assieme a Mike Bongiorno e Raimondo Vianello è considerato tra i padri fondatori della televisione italiana. Conduttore anche radiofonico e autore, Corrado ha firmato memorabili programmi per la tv, divenendo poi uno dei volti più familiari del piccolo schermo. Amabile, sempre garbato, Corrado ha mosso i primi passi in radio, dove è rimasto per oltre quarant’anni, dando annunci storici tuonanti nella memoria collettiva e in quella di ognuno: dalla notizia della fine della seconda guerra mondiale alla vittoria della Repubblica nel 1946, solo per citarne alcuni.

Corrado Mantoni: radio, tv, tanta gavetta, poi il successo straordinario con La Corrida

Tanta gavetta, fatica e pazienza per arrivare in alto, per scrivere il suo nome nel firmamento dei grandi, di quelli che nono muoiono mai perché sopravvivono nel ricordo di chi resta. «Tu piaci molto, hai un indice di gradimento molto alto. Il segreto di questo successo è che fai il finto tonto. Alla gente piace più scoprire che essere aggredita, così ha simpatia e tenerezza per il poveraccio. Tu sei un poveraccio!», affermò con ironia Alberto Sordi in una puntata di Canzonissima e con quella bonarietà che gli apparteneva Corrado sorrise. Sapeva di essere nel cuore degli italiani, che vedevano in lui una garanzia. «Mi ha insegnato a coltivare il senso dell’umorismo e ad essere generosa!», ha detto di lui la storica partner di lavoro Raffaella Carrà, con cui c’era una sintonia pazzesca. Tra i suoi programmi più famosi: La trottala, Canzonissima, Un disco per l’estate, A che gioco giochiamo, Fantastico, Domenica In, La merenda è servita e poi Il festival di Sanremo nel 1974 e La Corrida condotta dal 1986 al ’97. Prima di uscire di scena, sette mesi prima della morte, così salutò i telespettatori: «Ho la paura, penso umana, di stancare la gente. Allora cerco di capire il momento in cui l’ho stancata per andarmene via un minuto prima!». In verità avremmo voluto ancora godere del suo talento, guizzo creativo e presenza scenica.

Corrado Mantoni, tutto quello che forse non sai sul conduttore «Scognomato»

Qualche curiosità? Beh, tanto per cominciare, dall’Enciclopedia Treccani è stato definito un “antidivo”, in virtù del fatto che ha costruito la sua notorietà utilizzando in modo impareggiabile la tecnica dell’autoironia, merce rara al giorno d’oggi, in cui purtroppo ci si prende tanto e troppo sul serio. Il soprannome Corima comprende le iniziali del nome di Corrado e del fratello Riccardo Mantoni, regista radiofonico e autore radiotelevisivo. Fumatore incallito, Corrado aveva l’hobby di collezionare pacchetti di sigarette e ne accumulò tantissimi. Questi aveva poi un’altra fissazione: vantava una raccolta di 500 tappi di acqua minerale. Di lui si sa anche che è stato un grande tifoso del Bologna. Durante un’edizione di Domenica in, contenitore da lui ideato, l’intera squadra di calcio gli rese omaggio intervenendo in diretta. Un vero colpo di scena! Nel 1986 ha interpretato se stesso in due episodi di Love Me Licia, telefilm con Cristina D’Avena, allora giovanissima. Tanto affetto davvero da parte del pubblico: a Tivoli è stata dedicata una piazzetta a Corrado, a cui spetta il merito di aver diretto per 50 anni spettacoli natalizi di beneficenza al Villaggio Don Bosco con grandi orchestre e artisti; e infine, secondo le cronache dell’epoca, nel ’83 uno spettatore suo fan dal suo paese arrivò a piedi a Roma (studi Dear) per conoscerlo. Insomma chi più lui? Come Corrado, possiamo proprio dirlo, nessuno.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi", “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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