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Cosa è il deficit pubblico e come funziona: perché l’Italia è a serio rischio

La decisione del Def di sfondare il tetto del 2% per favorire la Legge di Bilancio ideata dal Governo Conte sta facendo parecchio discutere in queste ore. In base a quanto stabilito dal Patto di stabilità e crescita nel 1997, che ha seguito il Trattato di Maastricht del 1992, gli Stati membri dell’Unione Monetaria devono rispettare la soglia del 3% nel rapporto tra deficit e Pil per evitare che la stabilità del loro Paese venga compromessa e di conseguenza quella della stessa Ue.  Leggenda narra che a ‘inventare’ il paletto del 3% sia stato, negli anni ’80, Guy Abeille, un alto funzionario del governo di François Mitterand. Stando all’aneddoto svelato anni fa, il tetto del 3% non si basava su alcuna teoria economica ma si adattava perfettamente a Mitterrand, che aveva chiesto una cifra rotonda, facile da ricordare da opporre ai ministri socialisti che si presentavano a chiedere fondi. Come mai il 3% e non il 2, il 5 o il 4%? La soglia è stata scelta in maniera assolutamente casuale, ha spiegato Abeille in un testo pubblicato da ‘Les Echos’. Ma cosa è il deficit pubblico che tanto preoccupa i mercati che guardano l’Italia?

Cosa è il deficit pubblico?

La spesa pubblica è costituita dagli acquisti di beni e servizi da parte del settore governativo/statale e dai trasferimenti alle amministrazioni locali, alle imprese e ai singoli (sotto forma di retribuzioni, pensioni e altri tipi di sussidi, come quelli di disoccupazione). A fronte di tali uscite lo Stato incassa un cosiddetto gettito fiscale dalle imposte di sua competenza, quali le imposte dirette come quelle sul reddito e indirette, come quelle che colpiscono i beni. Il saldo negativo tra entrate ed uscite rappresenta dunque il deficit o disavanzo. Il deficit statale può essere il risultato voluto dal governo di politiche di bilancio (manovre finanziarie o strategie economico-finanziarie di lungo periodo) di tipo espansivo a sostegno della domanda aggregata e quindi della crescita economica grazie all’aumento della spesa statale o dei trasferimenti e/o riduzione delle imposte. Viceversa manovre restrittive, con riduzione della spesa statale o dei trasferimenti, e/o in un aumento delle imposte, hanno effetto di riduzione del deficit statale, pareggio di bilancio o generazione di avanzo statale ottenendo dunque un saldo positivo nei conti dello Stato grazie a politiche di rigore deflazionistiche.

Cosa comporta un disavanzo nel debito pubblico?

La presenza di un disavanzo si potrebbe dunque attribuire ad un incremento di spesa (causata da eventi come una guerra o una catastrofe naturale, da scelte di politiche economiche di sostegno ad un decremento della domanda generato da aumento del tasso di disoccupazione e da stagnazione o recessione economica all’interno del settore privato-non governativo) e/o a diminuzione delle entrate (ad esempio politiche fiscali di sostegno alla domanda, alta evasione fiscale, bassa crescita economica che genera diminuzione nel gettito fiscale). Concorre alla generazione di deficit pubblico indesiderato il fenomeno dell’evasione fiscale e/o una diminuzione del PIL con diminuzione delle entrate dovuta a minor introiti da tassazione sui redditi.

Il debito pubblico italiano: valore e info utili

Il debito pubblico è quindi pari al valore nominale di tutte le passività lorde consolidate delle amministrazioni pubbliche (amministrazioni centrali, enti locali e istituti previdenziali pubblici). Il debito è costituito da biglietti, monete e depositi, titoli diversi dalle azioni, esclusi gli strumenti finanziari derivati, e prestiti.

Andamento del debito negli ultimi anni confrontato con il PIL (in milioni di €):

Anno Debito PIL % sul PIL
2005 1.512.779 1.429.479 105,83%
2006 1.582.009 1.485.377 106,51%
2007 1.602.115 1.546.177 103,60%
2008 1.666.603 1.567.761 106,30%
2009 1.763.864 1.519.702 116,10%
2010 1.843.015 1.548.816 119,00%
2011 1.897.900 1.580.220 120,10%
2012 1.989.781 1.613.265 123,30%
2013 2.070.228 1.604.599 129,00%
2014 2.137.320 1.621.827 131,80%
2015 2.173.387 1.652.622 131,50%
2016 2.219.546 1.680.948 132,00%
2017 2.263.056 1.724.954 131,20%

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