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Cosa fare quando l’auto è ferma dal meccanico?

Inutile nasconderci: quando la nostra macchina manifesta un qualsiasi tipo di problema, la prima cosa a cui pensiamo è il tempo che sarà necessario a chi di dovere per ripararla e restituircela pronta all’uso. La macchina è infatti uno strumento di importanza vitale per milioni di persone che lavorano ed è ovvio che la prospettiva di doverla lasciare per diversi giorni all’interno di un’officina ci spaventi e ci irriti: non avere la possibilità di guidare significa infatti spendere molto più tempo negli spostamenti (o molto più denaro, qualora si ricorra ad un taxi) e, di conseguenza, significa avere risorse minori da dedicare al lavoro (spesso al guadagno).
Detto ciò non dobbiamo né disperare né, come si suol dire, fasciarci la testa prima di essercela rotta, visto che esistono diverse soluzioni che ci permettono di ridurre il disagio al minimo. Iniziamo quindi dalla semplice domanda: cosa fare quando l’auto è ferma dal meccanico? Ecco alcuni consigli utili!

Che cosa è un’automobile di cortesia

Il modo più semplice e rapido per sopperire all’assenza della propria auto consiste nel ricorrere alla cosiddetta automobile di cortesia, altrimenti nota come vettura sostitutiva. Stiamo parlando di un nuovo mezzo di trasporto, che le officine mettono a disposizione del cliente per garantire la sua mobilità durante il periodo che sarà necessario alla riparazione della nostra auto di proprietà. Come suggerisce il nome di cui sopra, stiamo parlando di una vera e propria “cortesia” che ci viene fatta dal meccanico e che ci permette di continuare a condurre la vita di tutti i giorni anche in caso di guasto grave, evitando possibili danni economici e lavorativi. Dobbiamo subito chiarire che un meccanico non è in alcun modo tenuto ad avere una o più auto di cortesia: la normativa da questo punto di vista parla chiaro e sarà quindi nostra premura informarci preventivamente con la nostra officina di fiducia per sapere se ci sia o meno la possibilità di usufruire di un auto sostitutiva. Lo stesso discorso vale per le concessionarie, che talvolta si occupano in prima persona di riparazioni impegnative.

Chi è che paga l’auto di cortesia

La parola “cortesia” non deve però farci pensare che il meccanico o la concessionaria di turno ci stiano facendo un regalo. La questione legata a chi paga effettivamente i costi dell’auto di cortesia è piuttosto spinosa ed ovviamente varia di caso in caso, ma, in linea di principio, possiamo dire che tendenzialmente è proprio il cliente a pagare la vettura sostitutiva, spesso in base all’utilizzo effettivo che ne fa: ovvero il prezzo finale caricato varierà se l’abbiamo utilizzata per 2, 3, 10 o 25 giorni. Anche qui la cosa migliore da fare è informarsi preventivamente con il proprio centro di fiducia per avere chiaro sin da subito quale sia il carico sulla tariffa finale di questo tipo di servizio, magari concordando in anticipo i giorni necessari alla riparazione della vostra auto di proprietà.

Cosa succede in caso di danno all’auto di cortesia

Fino a qui abbiamo compreso che l’utilizzo dell’automobile di cortesia corrisponde per certi versi ad un noleggio. Viene da sé che ogni tipo di danno alla vettura in questione sia da considerarsi a carico di colui che la guida e non dell’officina o della concessionaria effettivamente proprietarie del mezzo. Detto ciò ovviamente anche le auto di cortesia devono essere assicurate per legge e spesso i contratti legati alle vetture sostitutive prevedono clausole speciali che tutelano anche il cliente: tra le varie citiamo almeno la possibilità di non vedere aumentata la propria classe di merito in caso di sinistri o quella di ricorrere al soccorso stradale gratuito con ritiro dell’auto.

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