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Cosa significa se una coppia posta continuamente foto felici e smielate insieme sui social

Sfogliando i vari social capita a tutti di imbattersi (e con che frequenza) nelle foto felici e sdolcinate di persone innamorate che postano compulsivamente ritratti di coppia. Al mare, in montagna, al supermercato, in vacanza, pare che vogliano dimostrare a tutti i costi la solidità del loro rapporto. Eppure, secondo degli studi scientifici, potrebbe essere esattamente il contrario. Gli esperti di scienze sociali parlano di “visibilità relazionale”, ovvero la necessità di esibire quelli che sono i personaggi che interpretiamo in pubblico. Dunque, un eccesso di post sul proprio partner potrebbe indicare la presenza di una maschera dietro la quale celare l’insicurezza nel rapporto.

Postare foto di coppia felici, la spiegazione secondo la scienza

Gli scienziati che hanno portato avanti la ricerca, recentemente diffusa sul Personality and Social Psychology Bulletin, hanno ipotizzato che la visibilità relazionale e il desiderio di postare foto dipendano dagli stili d’attaccamento di una persona, ovvero dal modo di instaurare legami e attaccamenti emotivi nel corso dell’età adulta. L’ipotesi è che chi tende a ritrarsi dal partner, abbia poca voglia di visibilità relazionale; chi, invece, ha bisogno di rassicurazioni sul proprio rapporto, manifesti fortemente la propria ricerca di visibilità. Lo studio è stato condotto su 108 coppie, reclutate dal college affinché tenessero, per due settimane, un diario quotidiano sul proprio rapporto. Le scoperte dei ricercatori hanno rivelato risultati a sostegno di quelle ipotesi. “Nella quotidianità, quando si sentivano insicuri dei sentimenti del partner, tendevano a rendere visibile il proprio rapporto”, hanno concluso i ricercatori. “Questi studi sottolineano il ruolo dei rapporti nel modo in cui le persone si rappresentano agli altri”.

Foto di coppia sui social, il parere degli esperti

Le conclusioni rivelate dallo studio, sono state confermate da una terapeuta matrimoniale e familiare di San Diego, in California, Jennifer Chappell Marsh che – senza prendere parte alla ricerca – ha notato tali dinamiche sul proprio lavoro: “Le persone attaccate in modo evitante tendono a divincolarsi e a ritrarsi dai propri partner, mentre quelle attaccate in modo ansioso vanno quasi sempre in cerca di rassicurazioni sul proprio rapporto, anche sui social”, spiega la Chappell Marsh. E continua: “Spesso vanno in cerca d’attenzioni di natura positiva nell’assenza di rassicurazioni da parte dei partner”. L’esempio è presto illustrato con il caso pratico di una cena galante: mentre un partner evitante si accontenta di una cena intima e silenziosa, il partner ansiosamente attaccato sarà troppo impegnato a documentare sui social ogni cosa piuttosto che godersela. Quest’impulso potrebbe risultare ancor più forte se il partner evitante si mostrasse scostante nel corso della serata. “Quel divario – spiega la terapeuta – suscita un picco d’ansia relazionale per il tipo ansioso. E di conseguenza il partner insicuro finirà per pubblicare una foto del proprio rapporto e postarla su Facebook per ottenere dei ‘like’. Spesso vanno in cerca d’attenzioni di natura positiva nell’assenza di rassicurazioni da parte dei partner”.

Postare foto smielate, le conclusioni

Un’altra considerazione a sostegno delle ipotesi fin qui presentate arriva da Danielle Kepler, titolare della DK Therapy di Chicago, specializzata in coppie: “Chi eccede nel condividere – afferma la Kepler – potrebbe essere onestamente felice e aver l’intenzione di manifestarlo sui social, o potrebbe sentire di dover dimostrare qualcosa ai propri pari, oppure aspirare a spostare la concentrazione via da altre parti delle proprie vite, riguardo alle quali ci si sente insicuri”. “A questo punto sorridere nelle foto è diventata una norma sociale, pure se cinque minuti prima di scattarla hai avuto un litigio”, nota la Kepler. Insomma, “Se ci si sforza troppo di proiettare una determinata immagine, – conferma Zach Brittle, terapeuta fondatore della serie online “forBetter”, dedicata alla terapia per coppie – ciò vuol dire che probabilmente si sta cercando di proteggere qualcos’altro, un’immagine, o un qualche ideale. Come mai? Da terapeuta ritengo importante porre la domanda, ma non necessariamente ricevere una risposta. In ultima analisi la storia personale di ogni coppia è irriproducibile. E i social permettono di formulare una versione di quella storia, pure se non è realistica”.

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