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Cosa sta succedendo in queste ore in Turchia

Sono migliaia al suono di altrettante pentole, almeno duemila secondo fonti locali. Sono i cittadini turchi, in gran parte giovani, che non accettano l’esito del referendum voluto dal presidente Erdogan e sono scesi questa sera in piazza a Istanbul. La maggior parte di loro ha manifestato a Kadikoy, sulla riva asiatica del Bosforo, per poi marciare in direzione della sede del comitato elettorale. Un altro migliaio di manifestanti è invece sceso in strada nel quartiere di Besiktas.

La vittoria, seppur risicata, rafforza la leadership di Erdogan, anzi, la blinda e fa temere un’ulteriore svolta autoritaria del paese. Il Presidente turco ha annunciato che uno dei prossimi temi di cui si discuterà in Turchia sarà la reintroduzione della pena di morte, abolita nel 2004 durante il processo di adesione all’Unione Europea.

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Risultato contestatissimo, per via delle numerose irregolarità e dei brogli che si sarebbero consumati impunemente, come testimoniato dai molti osservatori indipendenti presenti in Turchia durante lo svolgimento del voto. Le irregolarità più gravi si sarebbero verificate nell’est del paese, affermano in un dettagliato reportage pubblicato da The Post Internazionale i reporter indipendenti italiani Davide Lemmi e Sabrina Duarte. Secondo quanto documentato dai giornalisti, alla delegazione internazionale dell’Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) durante le operazioni di voto è stato impedito l’accesso ai seggi di Diyarbakır senza alcuna motivazione da parte delle autorità. «Hanno utilizzato tutti i poteri a loro disposizione per vincere: militari, polizia, forze di sicurezza e soldi» ha dichiarato ai due reporter italiani un attivista e scrutatore ai seggi di Diyarbakır, principale città curda nel sud est del Paese.

Ma non ci sono solo le numerose e palesi irregolarità durante le operazioni di voto. Gli oppositori contestano apertamente la decisione del Consiglio Elettorale Supremo di ritenere valide anche le schede senza il timbro di convalida del seggio. «Il referendum costituzionale in Turchia è stata “l’elezione più democratica” vista in qualsiasi Paese occidentale» ha dichiarato Erdogan mentre i manifestanti scendevano in piazza. Per ora le proteste si sono svolte senza incidenti, ma la tensione è destinata a salire nelle prossime ore.

Written by Andrea Monaci

48 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it, ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto tra gli altri per il "Lavoro e Carriere" e "Il Secolo XIX". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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