in ,

Cosa succede nel Partito Democratico: tutti contro il leader Matteo Renzi

Cosa succede nel Partito Democratico? Le Elezioni Amministrative 2017, che ne hanno segnato in parte la sconfitta in storiche roccaforti, minano le sicurezze dei DEm e adesso Matteo Renzi, sette mesi dopo la sconfitta al Referendum Costituzionale, rischia di dover fare i conti con nuove scissioni: in tantissimi, infatti, strizzano l’occhio alla minoranza formata da Bersani e D’Alema mentre anche Romano Prodi sembra aver cambiato “idea” sull’attuale segretario del Partito Democratico. Nelle ultime ore si sta registrando, in seno al Partito Democratico, un tutti contro tutti.

>>> Tutto sul mondo della politica italiana <<<

Romano Prodi e Walter Veltroni contro Matteo Renzi

Nella giornata di ieri è arrivata la bordata di Romano Prodi ai danni di Matteo Renzi: “Il segretario del Partito democratico mi invita a spostare un po’ più lontano la tenda. Lo farò senza difficoltà: la mia tenda è molto leggera. Intanto l’ho messa nello zaino”. Qualche ora prima, invece, Walter Veltroni a Repubblica aveva detto: “Il partito non ha più identità”.

L’attacco di Romano Prodi è nato da una provocazione di Matteo Orfini che su Twitter ha scritto: “La nuova linea è Renzi convochi subito il tavolo del centrosinistra!. Favoriamo immagine per facilitare il lavoro. #Ancheno”, e sotto un’immagine del tavolo con i leader dell’Unione ai tempi di Prodi.

>>> Tutte le news con UrbanPost <<<

Dario Franceschini: “Il PD è nato per unire”

Durissimo il commento anche dell’attuale Ministro dei Beni Culturali, presente anche nel Governo Renzi, Dario Franceschini. Su Twitter ha commentato così: “Bastano questi numeri per capire che qualcosa non ha funzionato?”. “Il Pd – continua l’ex segretario – è nato per unire il campo del centrosinistra non per dividerlo”.

Orlando e Cuperlo contro la gestione renziana

“Da solo il Pd non va da nessuna parte, senza il Pd non esiste il centrosinistra” lo ha detto il ministro della Giustizia, Orlando. “Questo è il lavoro da fare tanto più dopo le ultime elezioni, perché c’è un pezzo di elettorato, con cui sono stati interrotti i rapporti in modo drammatico e che va recuperato. Noi siamo qui dopo una sconfitta – ha detto il ministro che ha organizzato la manifestazione nazionale Coltiviamo idee in comune – per chiedere al Pd di cambiare linea”. “Non credo – ha affermato ancora Orlando – che possa essere ascritto ai gufi e ai rosiconi. Prodi ha pensato il Pd e le sue parole pesano e pesano parecchio”.

Dalla stessa riunione è arrivata anche la dichiarazione di Gianni Cuperlo: “Quella di Prodi è una dichiarazione dolorosa per chi ha a cuore la sorte del Pd e del centrosinistra e ha avuto a cuore in passato l’Ulivo. Mi auguro che il gruppo dirigente Pd a partire dal segretario sappia farsene carico e dare una risposta perché parliamo della personalità con più peso nella nascita di questo progetto. C’è bisogno di leadership che uniscono e Renzi sembra caratterizzarsi ancora una volta come colui che divide e questo non va bene”.

Matteo Renzi e il lungo commento su Facebook

“In queste ore registriamo ancora polemiche interne al Pd. Non è una novità, ma mi dispiace molto. Soprattutto per gli iscritti, per i militanti, per gli amministratori che non meritano le polemiche del gruppo dirigente nazionale”. Perché, aggiunge “staremo fuori dal recinto delle polemiche, non litigando con nessuno e discutendo solo dei problemi degli italiani”. Lo ha detto il segretario del Pd, Matteo Renzi, nella serata di ieri nel suo consueto recap di giornata affidato ai social network.

Venezuela, attacco aereo su Corte Suprema, Maduro: “Terroristi!”

Omicidio Fabrizio Pioli: la Cassazione conferma l’ergastolo per la famiglia Napoli