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Costa Concordia, il pm ha chiuso la requisitoria con parole durissime, adesso la condanna

A Grosseto presso il cinema Moderno si è conclusa la requisitoria del pm Stefano Pizza che definisce la colpa di Schettino relativamente al naufragio della nave Costa Concordia “smisurata”. La figura del comandante Schettino è così descritta: “Si può dire che il comandante abbia cumulato in sé la figura dell’incauto ottimista e quella dell’abile idiota, producendo quella dell’incauto idiota“. Per il sostituto Schettino risulta quattro volte colpevole avendo fatto comunicare alle autorità marittime di avere un “blackout e non una falla”.

Nella requisitoria il magistrato si è prevalentemente concentrato sul comportamento tenuto dal comandante Schettino nelle fasi del naufragio. Secondo l’accusa il comandante aveva intenzione di abbandonare subito la nave, senza assicurasi che i passeggeri fossero in salvo. Scese dalla nave dalla parte opposta in cui si trovavano dei passeggeri in difficoltà. Secondo Pizza l’imputato non può chiedere lo “stato di necessità”.

Infine le dure parole conclusive del pm: “Dio abbia pietà di Schettino perché di certo noi non ne possiamo avere alcuna”. Imperdonabile è stata considerata la volontarietà del comandante a lasciare la propria nave e a salire sulla scialuppa di salvataggio prima del suo equipaggio. Dopo la requisitoria del pm Pizza, il sostituto procuratore Maria Navarro passerà a chiedere la condanna. Il tutto in assenza dell’imputato che ha scelto di non presentarsi all’udienza.

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