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Costa Concordia, il relitto che continua a ‘dividere’: da Schettino ai danni ambientali al Giglio

Il relitto della Costa Concordia, arenato dal 27 luglio nel porto di Voltri-Pra’ di Genova in attesa di essere rottamato, continua a dividere l’opinione pubblica. Oramai la “quaestio” della nave da crociera naufragata il 13 gennaio 2012, si dipana su più fronti. Dall’Isola del Giglio, dove la Concordia è affondata, si alza la voce di protesta dell’Associazione Nazionale Memoriale della Concordia: “Mentre tutti gli sguardi sono rivolti a quello che succede nei ristoranti di Genova affacciati sul cantiere della demolizione della Costa Concordia, si trascura la situazione sui fondali dell’isola del Giglio tutt’altro che risolta”. Dopo la rimozione del relitto dal Giglio, infatti, i fari dell’attenzione – anche mediatica – si sono rivolti a Genova, dove impazza un business turistico che offre ‘pacchetti’ economici con giri in barca a qualche metro da ciò che rimane della Concordia. La rimozione della nave dalle acque del Giglio, ha però lasciato uno strascico in termini di inquinamento ambientale, e tanto lavoro è ancora da fare per ‘recuperare’ i fondali marini danneggiati dal gigante del mare.Turisti a genova per la Concordia

E Francesco Schettino? Gli episodi legati al suo atteggiamento ‘post naufragio’ ormai si attirano i flash dei fotografi alla stregua di calamite. Ed è di qualche giorno fa l’ultima notizia che lo riguarda. L’Università La Sapienza ha infatti avviato un’azione disciplinare contro il criminologo Francesco Mastronardi, responsabile di avere invitato l’ex comandante della Concordia (sotto processo per il naufragio al Giglio) ad un seminario, per tenere una lectio magistralis sulla ‘gestione del panico’; la Commissione Etica riunitasi il 3 e 9 settembre, ha infatti accertato plurime “violazioni del codice etico di rilevanza anche sul piano disciplinare” da parte del professore.

Parole di distensione arrivano invece da parte del cardinale Angelo Bagnasco, che nel tardo pomeriggio di ieri, durante la messa dedicata alle vittime della Costa Concordia tenuta nella cattedrale di San Lorenzo, ha detto: “Il relitto della nave Concordia è a Genova opportunità di lavoro per una città affaticata […] La città deve fare sentire la vicinanza e il sostegno per un’impresa che non riguarda qualcuno, ma tocca il cuore e la storia di Genova e del suo porto”. L’auspicio del presidente della Cei è che dal disastro del naufragio possa almeno nascere qualcosa di costruttivo, capace di risollevare le sorti di Genova “città affaticata”.

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