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Costa Concordia smantellamento: perché i lavori non partono ancora?

Si era detto che entro la metà di settembre sarebbero iniziati i lavori di smantellamento della Costa Concordia, arenata dal 27 luglio nell’area portuale di Prà-Voltri a Genova. E invece? Ritardi e rinvii. Il cantiere per la demolizione del relitto della nave da crociera naufragata il 13 gennaio 2012 di fronte all’Isola del Giglio, sembrava in procinto di partire, a fronte di quanto stabilito il 28 agosto scorso da un vetrice in Prefettura chiesto dall’Autorità portuale, cui parteciparono le imprese interessate all’operazione, i sindacati, la Regione, la Capitaneria di porto e la Asl. Si decise di garantire i migliori strumenti per la sicurezza sul lavoro, il massimo coordinamento tra le parti in causa e periodici e puntuali controlli da parte delle autorità atti a sollecitare l’efficacia e la tempestività delle operazioni.Costa Concordia a Genova

Anche Marco Bisagno, presidente dei Cantieri Mariotti, lo assicurò a margine dell’incontro in Prefettura sulla sicurezza dei lavoratori: Io credo che entro i primi mesi dell’anno prossimo la nave potrà essere alleggerita e trasferita in cantiere. Ora si è in una situazione un po’ precaria, con la nave ormeggiata in banchina e ogni operazione deve esser svolta con le chiatte”

I programmi stabiliti, a quanto pare, sono destinati a subire modifiche e rallentamenti ancor prima di essere attuati. Se tutto andrà bene, infatti, la demolizione del relitto potrà avere luogo non prima di metà ottobre. Si darà priorità all’alleggerimento del relitto, fase che prevede l’eliminazione di arredi e suppellettili, affinché il pescaggio medio passi da 18,5 a 15,5 metri, così da consentire lo spostamento del relitto dall’area portuale di Prà-Voltri a quella dei bacini di carenaggio, dove avverrà il suo smantellamento. Perché questo ritardo? Questioni burocratiche, pare. Le lungaggini dell’iter amministrativo per trasformare quella che in principio fu una ’emergenza’ di cui si occupò la Protezione Civile in una ‘gestione ordinaria di smantellamento’, hanno infatti causato un brusco rallentamento delle operazioni. Anche le ricerche del corpo dell’unico disperso del naufragio, Russel Rabello, a tutt’oggi senza esito, hanno contribuito all’allungamento dei tempi di inizio dei lavori. Ultimo ma non in ordine di importanza, il fattore meteorologico. Il 19 agosto, infatti, due violente trombe d’aria si sono abbattute sul porto di Genova, raggiungendo il relitto a poppa e a prua e portando i cavi di ormeggio alla massima tensione. Di qui la decisione degli esperti di rafforzarli, con l’aggiunta di 4 nuove bitte cui saranno agganciate delle catene di rinforzo.

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