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Criminalità e crisi, nel 2013 il boom dei “compro oro”

Era il lontano 1925 quando per la prima volta fu proiettato il film muto “La febbre dell’oro”, interpretato, prodotto e diretto dal genio di Charlie Chaplin. Dopo 88 anni dalla sua uscita sembra che la febbre dell’oro non si passata, ma evoluta nel senso inverso. Oggi di oro se ne cerca poco, ma se ne vende tanto, a rivelarlo è il “Rapporto Italia 2013” dell’Eurispes: in un anno, la percentuale di chi si è rivolto ad un compro oro è salita dall’8,5% al 28,1%. Percentuale strettamente correlata allo sviluppo della criminalità economica del settore. A darne conferma sono dati della Guardia di Finanza, dove nel 2013 sono stati arrestati 52 responsabili di traffico di metalli preziosi, oltre il 200% in più rispetto all’anno precedente.

compro oro

I sequestri da parte della Guardia di Finanza dall’inizio del 2013 sono stati di oltre 179 chili di oro e argento, con un incremento dell’86% rispetto allo stesso periodo del 2012. Altrettante le denuncie, circa 86 responsabili di traffico di metalli preziosi, 52 dei quali arrestati. La macchina organizzativa della criminalità ha messo i moto le sue strategie, utilizzando sistemi fraudolenti per esportare l’oro verso aziende estere, che in buona parte non esistevano, per mascherare la vendita in nero del metallo prezioso in Italia. Tali beni preziosi venivano venduti senza essere annotati sull’apposito registro dei beni usati o registrati con quantitativi non corrispondenti a quelli effettivi, esercizio dell’attività di commercio di oro da investimento o per finalità industriali senza avere i requisiti previsti dalla legge.

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