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Crisi di governo, Conte si dimette: al via le consultazioni, i possibili scenari

L’Italia si trova di nuovo senza un governo, senza una linea guida da seguire. Ieri, 20 agosto 2019, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha dato le sue dimissioni. Finisce così, dopo il suo incontro in Senato e poi con Mattarella, il governo delle larghe intese di Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Proprio quest’ultimo ha dato il colpo finale ad una crisi di governo che aleggiava sul popolo italiano da ormai diverso tempo. Il discorso di Conte è stato diretto e conciso, il presidente del Consiglio ha tratto le sue conclusioni senza dare motivo di replica. Un discorso che ha portato allo scontro diretto con Matteo Salvini e all’esclusione di qualsiasi possibilità di un’eventuale riappacificazione. Ora cosa accadrà? Si andrà direttamente alle elezioni ad Ottobre oppure si creeranno nuove alleanze?

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Crisi di governo: le dimissioni di Conte

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ieri, 20 agosto 2019, durante un lungo discorso nell’aula del Senato ha parlato ai parlamentari e agli italiani spiegando le motivazioni delle sue dimissioni. Conte ha esordito: «Ho chiesto di intervenire per riferire sulla crisi di governo innescata dalle dichiarazioni del ministro dell’interno e leader di una delle due forza di maggioranza!. L’8 agosto Salvini ha diramato una nota con cui si diceva che la Lega poneva fine alla sua esperienza e voleva le urne. Ha quindi chiesto la calendarizzazione di comunicazioni. Oggetto grave che comporta conseguenze gravi!». Conte poi, riferendosi direttamente al ministro degli interni Matteo Salvini, ha aggiunto: «Le scelte compiute in questi giorni dal ministro dell’Interno rilevano scarsa sensibilità istituzionale e grave carenza di cultura costituzionale. Non abbiamo bisogno di persone e uomini con pieni poteri, ma che abbiano cultura istituzionale e senso di responsabilità. Le crisi di governo, nel nostro ordinamento, non si affrontano e regolano nelle piazze, ma nel Parlamento». Dunque un duro attacco a Salvini e alla sua scelta.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, ascoltate le parole del presidente del Consiglio, una volta presa la parola in aula ha replicato senza mezzi termini: «Mi dispiace che lei mi ha dovuto mal sopportare per un anno, l’ho scoperto oggi. La critica più surreale è che non si fanno le crisi d’agosto. I parlamentari lavorano d’agosto come tutti gli altri italiani!». Poi alla fine ha ribadito la sua soluzione a questa crisi di governo: «Lo ripeto la via maestra è quella delle elezioni. Niente e nessuno meglio che il popolo italiano potrà giudicare chi ha lavorato bene o male!». Dunque a questo punto cosa accadrà all’Italia? Oggi, 21 agosto 2019, le prime consultazioni per poter capire quale strada intraprendere per poter garantire al popolo italiano la stabilità politica. Elezioni o nuove alleanze?

Elezioni o nuove alleanze? Due sono le strade possibili

Le strade per garantire una nuova stabilità politica per l’Italia sono due. La prima è quella di andare di nuovo alle elezioni nel mese di Ottobre 2019 e quindi di lasciare agli italiani la decisione di scegliere chi tra i diversi partiti guiderà di nuovo il Paese. La strada delle probabili elezioni è abbracciata in pieno da Lega, Fratelli di Italia e Forza Italia. Il Partito Democratico è, invece, incerto. Seguire la strada delle elezioni potrebbe essere una svolta, ma garantire da subito una stabilità politica agli italiani potrebbe essere la scelta più idonea. Infatti, la seconda strada sarebbe quella di un governo tra Pd e Movimento 5 stelle. L’ex segretario del Pd, Matteo Renzi ha dichiarato: «Non sarebbe un colpo di Stato, serve un nuovo esecutivo per evitare l’aumento dell’Iva». Il leader Dem Nicola Zingaretti, invece, rimane più cauto sull’eventualità di formare un nuovo governo. Naturalmente ora l’ultima parola spetta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che prima di sciogliere le camere, cercherà di capire se sia effettivamente fattibile creare un nuovo governo.

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