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Crisi di governo, Conte si dimette: «Quest’esecutivo finisce qui!», poi l’affondo a Salvini

«Questo governo finisce qui!», il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in Senato ha annunciato le dimissioni e ha accusato Matteo Salvini, il ministro dell’Interno, di essere stato un “irresponsabile”, proprio perché questi ha esposto il paese a gravi rischi. Dal canto suo il vice-premier si è definito un “uomo libero” che non ha paura di perdere la poltrona.

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«Questo governo finisce qui!», il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in Senato si dimette

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è entrato nell’Aula del Senato tra gli applausi dei senatori M5S, ma non di quelli della Lega. Seduto tra Salvini e Di Maio Giuseppe Conte ha presentato il suo duro discorso: «Ho chiesto di intervenire per riferire sulla crisi di governo innescata dalle dichiarazioni del ministro dell’interno e leader di una delle due forza di maggioranza!», ha esordito l’avvocato prestato alla politica: «L’8 agosto Salvini ha diramato una nota con cui si diceva che la Lega poneva fine alla sua esperienza e voleva le urne. Ha quindi chiesto la calendarizzazione di comunicazioni. Oggetto grave che comporta conseguenze gravi!». Conte ha poi aggiunto: «Questa crisi interviene in un momento delicato dell’interlocuzione con le istituzioni Ue. In questi giorni si stanno per concludere le trattativa per i commissari e io mi sono adoperato per garantire all’Italia un ruolo centrale. È evidente che l’Italia corre il rischio di partecipare a questa trattativa in condizioni di oggettiva debolezza. La decisione di innescare la crisi è irresponsabile. Per questa via il ministro dell’interno ha mostrato di seguire interessi personali e di partito!».

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«Le crisi di governo, nel nostro ordinamento, non si affrontano e regolano nelle piazze, ma nel Parlamento!», affondo a Salvini

Più avanti l’affondo a Salvini: «Aprire la crisi in pieno agosto per un’esperienza di governo giudicata limitativa da chi ha rivendicato pieni poteri e la scelta di rinviare fino ad oggi la decisione presa da tempo è un gesto di imprudenza istituzionale irriguardoso per il Parlamento e portando il paese in un vorticosa spirale di incertezza politica e finanziaria. Le scelte compiute in questi giorni dal ministro dell’Interno rilevano scarsa sensibilità istituzionale e grave carenza di cultura costituzionale. Non abbiamo bisogno di persone e uomini con pieni poteri, ma che abbiano cultura istituzionale e senso di responsabilità. Le crisi di governo, nel nostro ordinamento, non si affrontano e regolano nelle piazze, ma nel Parlamento. In secondo luogo, il principio dei pesi e contrappesi è fondamentale perché sia garantito l’equilibrio del nostro sistema e siano precluse vie autoritarie!», queste le parole di Giuseppe Conte pronunciate dinnanzi al Senato.

«Mi dispiace che lei mi ha dovuto mal sopportare per un anno, l’ho scoperto oggi!», l’intervento di Salvini

Il primo a parlare dopo il presidente del Consiglio è stato proprio Matteo Salvini, che su indicazione della presidente del Senato Elisabetta Casellati, è stato fatto spostare dal seggio dove era seduto assieme a Conte e Di Maio, a quello delle file le suo partito: la Lega. Un intervento dai toni aggressivi, quello del Ministro dell’Interno, che ha dichiarato: «Grazie e finalmente: rifarei tutto quello che ho fatto. Sono un uomo libero. Non ho paura del giudizio degli italiani!», ha esordito Salvini, che poi si è rivolto a Conte: «Mi dispiace che lei mi ha dovuto mal sopportare per un anno, l’ho scoperto oggi. La critica più surreale è che non si fanno le crisi d’agosto. I parlamentari lavorano d’agosto come tutti gli altri italiani!». Salvini, elencando alcuni aggettivi con cui il presidente del Consiglio l’ha definito: «pericoloso, autoritario, preoccupante, inefficace, incosciente», ha poi esclamato: «Bastava Saviano per raccogliere tutti questi insulti, un Travaglio, un Renzi, non il presidente del Consiglio!». Sulla difensiva, Salvini ha ribadito infine la sua linea: «La libertà consiste nel non avere nessun padrone e io non voglio l’ìItalia schiava di nessuno!». Tra la confusione generale, Salvini ha tirato in ballo poi la religione tra le proteste dei senatori presenti. «Non mi pare questo il dibattito che ciascuno di voi voleva!», ha dichiarato la Casellati, coperta dai fischi. «O c’è già un accordo di potere e spartizione, cambiando semplicemente la giacca. Governo col Pd la settimana prossima, settimana scorsa stavo con la Lega. Un accordo lecito, ma irrispettoso del popolo italiano. Ma in politica ne abbiamo viste tutte. Se non è così invece, c’è voglia di costruire, terminare un percorso virtuoso, lo ripeto la via maestra è quella delle elezioni. Niente e nessuno meglio che il popolo italiano potrà giudicare chi ha lavorato bene o male!».

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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