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Cristiano Bilucaglia eletto imprenditore dell’anno: “L’innovazione è come un gioco d’azzardo”

Nell’ambito della rassegna “Eccellenze 2015”, il comune di Pianezza (Torino) ha eletto Cristiano Bilucaglia a “Imprenditore dell’anno” in quanto è “un esempio di imprenditoria che trae il proprio fondamento nell’innovazione equilibratamente coniugata con l’attenzione al valore sociale della produzione e all’etica d’impresa”. Dall’innovativo modello di business di VisioTrade al Social Utility Network “Zero”: ecco cosa ci ha raccontato l’imprenditore piemontese durante l’intervista rilasciata ad UrbanPost.

Dagli esordi a Imprenditore dell’anno: qual è stato il percorso che l’ha portata sin qui?
“Il mio percorso nasce con gli studi di ingegneria informatica all’Università ma, nonostante la laurea a pieni voti e le parecchie offerte di lavoro, ho sempre avuto il piglio imprenditoriale: ho iniziato così come consulente e poi sono diventato imprenditore ad inizio del 2000. Le prime imprese che hanno coinvolto tante persone sono invece nate nel 2003, 2004 e 2005: negli stessi anni mi sono appassionato al mondo delle telecomunicazioni studiando sistemi alternativi sia di proporre servizi sia per l’organizzazione aziendale. Una consapevolezza che ho realizzato da subito, infatti, è che per quanto si possa avere un’idea d’impresa, la differenza la fanno le persone che seguono con l’imprenditore il percorso di sviluppo dell’azienda. Dividere gli sforzi e condividere i risultati: in alcune divisioni all’interno delle nostre aziende, ad esempio, le persone non hanno orari cosicché possano esprimersi con il proprio ritmo e in massima libertà”

Quali sono i risultati di una gestione aziendale innovativa? 
“La differenza con le aziende tradizionali è assolutamente evidente: normalmente l’imprenditore tradizionale , parlando di PMI, ha un carico di responsabilità e lavoro enorme. Nelle attività come la nostra, invece, esiste quel famoso processo di empowerment: il carico di lavoro così come le diverse responsabilità vengono suddivise per tutti i soggetti partecipanti ai processi. In questo modo, il risultato è nettamente superiore rispetto ad una gestione tradizionale: ciascuno è soddisfatto perché si sente ingaggiato come se gestisse una propria microimpresa all’interno dell’impresa e, allo stesso tempo, l’imprenditore si deve solamente preoccupare delle interazioni tra le differenti divisioni aziendali piuttosto che vigilare su ognuno dei suoi dipendenti.”

Baratto tra imprese ed eurocredto: cosa sono e come funzionano?
“Se sino al 2000 c’era grande liquidità sul mercato, dagli anni successivi ci si è accorti che la bolla speculativa era troppo grande per sostenere l’economia reale e, di conseguenza, le aziende non sono state più finanziate dal canale bancario. In quel momento, abbiamo pensato di creare un ponte tra domanda e offerta che non fosse denaro ma un sistema fiduciario: si è venuto a creare un circuito di fiducia, il mutuo credito, dove ciascuna impresa fa credito alle altre. Le aziende, quindi, vendono prodotti/servizi ad altre imprese incassando crediti che, a loro volta, possono essere spesi presso altre realtà che accettano questo tipo di moneta fiduciaria chiamata Eurocredito: per alcune imprese è stata un’occasione per aprire mercati che, con le sole loro forze, non sarebbero riuscite ad ottenere”

Parliamo di Zero, Social Utility Network
“Zero è un’idea nata dalla consapevolezza che ogni azienda che lavora nel campo dell’utilities (servizi) ha bisogno della pubblicità per farsi conoscere. Come si fa? Le imprese devono rivolgersi ai grandi media, pagare testimonial e fare investimenti ingenti sempre con l’obiettivo finale di attrarre clienti. Analizzando i bilanci delle aziende del mondo degli utilities, ho cercato quindi di fare una proporzione tra gli investimenti in marketing e pubblicità e il numero di clienti acquisiti considerando anche i costi che comporta ogni cliente acquisito tramite una rete commerciale. Per essere più chiari, si parla di quei servizi per cui i cittadini pagano ogni mese: energia elettrica, gas, telefonia fissa e mobile, ecc… Ho trovato quindi una proporzione sostenibile: al posto di pagare ingenti somme in marketing e testimonial, grazie a Zero vengono investite cifre nettamente minori per remunerare i clienti che, grazie al passaparola, ne porteranno di nuovi. Grazie al principio dei social network, proponiamo servizi competitivi ai quali vengono applicati sconti per ogni amico presentato, sino a 5 cerchi di conoscenza: l’assoluta sostenibilità di questo metodo ha così determinato anche il nostro successo. Partendo da zero, infatti, in meno di un anno abbiamo raggiunto più di 10mila partecipanti al social network: per iscriversi a Zero si accede, sempre tramite invito, a www.scelgozero.it.

Concludendo, cos’è per Lei l’innovazione?
“Bella domanda… Innovazione è fare qualcosa in maniera diversa, tentando un’opzione a cui tanti hanno solo pensato senza però rischiare. Io vivo invece dell’idea che l’imprenditore deve essere pronto a tutto per l’innovazione, deve essere insomma un giocatore d’azzardo”

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