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Cristiano Cosa Amici 15, intervista esclusiva: “bisogna essere devoti alla musica”

Ventenne, nato a Taranto, Cristiano Cosa, dopo aver tentato l’ingresso ad Amici nel 2014 ed aver perso contro Briga, ad Amici 15 è diventato uno dei protagonisti della scuola di Maria De Filippi ed ha agguantato il Serale del talent andando a riempire le fila della Squadra Blu di J-Ax e Nek senza, però, riuscire ad arrivare a giocarsi la Finale in onda il prossimo 25 Maggio, nonostante lo smisurato amore dei fan che su Twitter hanno fatto valere il loro pensiero ed annunciato a tutti che per loro era lui il vero vincitore del programma. UrbanPost lo ha intervistato in esclusiva per sapere da lui come è andata ad Amici 15 e per scoprire i suoi progetti futuri.

Che bilancio tracci della tua esperienza ad Amici 15?

Un buon bilancio assolutamente. Perché Amici lo vedo come una grande preparazione a quello che sto facendo e a quello che farò in futuro. È stata una palestra che mi ha permesso di mettere in pratica o in mostra i miei caratteri artistici: quello che voglio suonare e quello che a me piace tanto. Ho sempre vissuto questa esperienza in grande libertà. In tutta questa esperienza più che bilanci devo fare dei grandi ringraziamenti a professionisti che sono lì dentro e che hanno fatto parte della trasmissione. Dai registi alle persone che lavorano tutti i giorni. Ovviamente anche ai professori. Ricordo una lezione iniziale che mi ha aiutato molto; la lezione con Fabrizio Moro che mi ha aiutato a modificare il mio inedito, “Ritornerai”, cambiando due o tre connotati e rendendolo un pezzo ancora più bello. Sono contento di aver avuto subito questo grande feedback da lui. Tra i professori non possono non ringraziare anche Roberto Angelini che per me è stato un mentore. È stata la luce ad un certo punto, mi ha aiutato negli arrangiamenti e mi ha messo in libertà ancora di più.

C’è stata una parte del programma in cui ti sei sentito più a tuo agio e una parte dove invece hai fatto più fatica o il percorso è stato lineare?

Ovviamente il percorso non è stato lineare come sapete. Mi sono trovato meglio nel pomeridiano. Il Serale è un po’ più duro in quanto bisogna lavorare con altre persone e grandissimi artisti. Il Serale è più faticoso. Devi essere all’altezza di grandi artisti e io non lo ero all’altezza di questi grandi artisti però ci ho provato con tutto me stesso. È stata una grandissima esperienza. È stato bellissimo lavorare con Nek che stava con noi e strimpellava fino a tarda sera e ci divertivamo un sacco. Sono nati così i lavori, provando. Lui entrava in sala e aveva delle idee e seguiva anche le nostre e alla fine trovavamo sempre un equilibrio, un modo per rendere la nostra idea accessibile a tutti. Ci ascoltava molto. Devo ringraziare anche Nek perché è stata una persona che ha dato ampio spazio alla nostra creatività. È stato molto bello. Anche J-Ax è stato fondamentale. J-Ax mi dava dei consigli dal punto di vista emozionale dell’esibizione, entrava al cuore. Mi diceva qui devi cambiare pathos, qui devi avere una emozione diversa: Era il pittore finale, colui che dipingeva le nostre emozioni. Le sintetizzava, entrava nei dettagli. Ci aiutava a perfezionare ancora di più le idee di ogni settimana. Ognuno compensava l’altro. J-Ax compensava Nek e Nek compensava J-Ax. Era un mix perfetto. Sì, davvero. Da una parte Nek è un musicista a 360 gradi, dall’altra J-Ax è un grande comunicatore, un grande paroliere. Ci metteva anche senso dell’humour anche nei momenti difficili che abbiamo trascorso in casetta, prima delle sfide. J-Ax ci dava quel tocco di positività che ogni tanto ci mancava.

Quando c’è stato un momento difficile, se c’è stato, un momento in cui hai pensato torno a casa e basta, chiudo qui la mia esperienza?

Torno a casa, no. È bello stare lì. Non ti nascondo che ci sono stati dei momenti difficili anche legati ai voti negativi. In un primo momento ero un po’ destabilizzato poi, dopo che ci ho riflettuto abbastanza, ho cercato di trasformare quei voti negativi in voti superlativi e questa è stata la forza nei momenti difficili, di trasformare e capovolgere le cose. Serve sempre avere quel qualcosa in più.

Se dovessi dare un giudizio a professori, giudici e coach che voto daresti?

Non sono la persona adatta a dare voti. Io francamente odio il discorso dei voti perché in fondo la musica non è un voto, bisogna essere DeVOTI alla musica e secondo me alla fine dei conti non deve esistere un voto, non c’è competizione. La musica è qualcosa di soggettivo, che piace o no, che arriva o meno. Non può esistere un voto. Non credo questo. Voti non ne posso dare. Ho grande stima per tante persone. Per Fabrizio Moro, per altri professori come Carlo Di Francesco, Morgan, i giudici, i ragazzi. Provo grande stima per tutti loro.

Chi vincerà alla fine Amici 15 per te?

Io spero i La Rua (sfortunatamente la band della Squadra Bianca è stata eliminata nella puntata precedente alla Semifinale) Non mi sbilancio più di tanto perché è difficile trovare un vincitore. Spero che vinca il migliore di tutti quanti. Provo stima per tutti. Spero vinca veramente il migliore, chi farà una grande finale. È importante cantare bene in Finale. Gli auguro il meglio.

Come sono cambiati i tuoi progetti dopo Amici 15?

Bisogna avere degli obiettivi subito dopo l’uscita, l’eliminazione … dopo questa bellissima esperienza. L’obiettivo è, con il mio produttore, Gabriele Semeraro, che mi ha sempre seguito come un mentore, un grande amico con cui lavoro da un anno, e con il tour manager che ho avuto modo di conoscere, che è il tour manager di Fabrizio, che mi ha permesso di aprire già due concerti di Fabrizio all’Alcatraz e al Palalottomatica, che mi hanno permesso di lavorare e crescere in questi mesi, Max Cataldo, insieme a queste due figure importanti l’obiettivo è quello di puntare sempre e solo sulla musica. Ora, il mio obiettivo, è quello di uscire con calma con un disco. Secondo me il disco va fatto con calma, è mio e non è degli altri. Voglio godere di tutte le fasi della preparazione del disco: ideazione, registrazione, preparazione arrangiamenti, scelta copertina. Tutte queste fasi sono importanti. Nel disco vorrei tanto immortalare la mia anima. Penso quindi sia meglio aspettare e fare le cose con calma per uscire con un disco che mi rappresenti e racconti quello che sono.

Hai visto su Twitter cosa è successo quando sei stato eliminato?

Sono contentissimo di questo e ringrazio ogni giorno chi continua a scrivermi. Spero continuino, aspettino con me e vivano altre esperienze.

Cosa ti aspetta nell’immediato?

Sicuramente il tour estivo in tutti i capoluoghi più importanti d’Italia, nei migliori club, nei festival, con una band importante, una band che ho messo su io ed è una bravissima band che poi conoscerete. Sarà una bella sorpresa. L’anteprima nazionale il 10 Giugno al Jailbreak di Roma dove farò un concerto tutto mio con il pianoforte a coda. Sarà per me una festa grandissima. Non vedo l’ora di suonare dal vivo. Lì godo a pieno della volontà di fare musica e quindi lavoro ogni giorno per riuscire al meglio a rendere in questi concerti.

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