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Cristiano Ronaldo fisco, pagherà solo 100mila euro? Ecco la verità

Cristiano Ronaldo alla Juventus. È ufficiale: CR7 è un calciatore bianconero. Lo scorso 10 luglio 2018 è arrivata la tanto attesa fumata bianca. Trenta milioni per quattro anni al calciatore lusitano, centocinque nelle casse del Real Madrid. Un’operazione monstre ma che segna l’arrivo del calciatore più forte al mondo in Italia. Cristiano Ronaldo verrà presentato lunedì alla stampa. La conferenza si svolgerà a Vinovo. Lo ha reso noto, alle 17.31, il Real Madrid con un comunicato sul proprio sito, precisando che è stato proprio il giocatore a manifestare la volontà di trasferirsi a Torino. Ma è vero che Cristiano Ronaldo pagherà solamente 100mila euro di fisco? Ecco tutto quello che c’è da sapere in merito. 

Cristiano Ronaldo fisco: pagherà solo 100mila euro?

Requisiti per usufruire della norma sono principalmente due: il trasferimento della residenza in Italia ai sensi delle disposizioni del codice tributario, e che sia stato residente fiscale in uno stato diverso dall’Italia per almeno 9 degli ultimi 10 periodi di imposta, a prescindere dalla sua cittadinanza e dal suo Paese di provenienza. Come riporta Rolling Stone, nel caso di Cristiano Ronaldo il meccanismo della norma farebbe sì che, in caso di adesione al regime, solo i compensi percepiti per le prestazioni sportive rese in Italia andrebbero assoggettati a tassazione ordinaria, mediante applicazione dell’aliquota IRPEF più alta (43% ndr), mentre tutti i redditi derivanti dalle attività estere del giocatore, come compensi per diritti di immagine, rendite di proprietà immobiliari e asset finanziari, sconterebbero esclusivamente l’imposta forfetaria di 100.000 all’anno.

Cristiano Ronaldo stipendio in Italia

Altro elemento di interesse per l’applicazione della norma, è la possibilità (non obbligo) di presentare una specifica istanza di interpello preventivo all’Agenzia delle Entrate, per la verifica dei requisiti e delle condizioni di adesione al regime opzionale nello specifico caso. L’Agenzia ha poi 120 giorni di tempo per esprimere un parere. Certamente tale possibilità è di aiuto a convalidare o meno in via preventiva i casi dubbi, a dare quindi un maggiore livello di certezza della scelta a chi intende aderirvi. L’onere della prova della residenza fiscale incombe sempre in capo al soggetto che opta per il regime opzionale. A tal fine, una specifica sezione del modello per l’opzione, individua 27 situazioni di fatto volte a valutare la presenza o meno del centro di interessi in Italia, sia con riferimento ai legami affettivi e personali (presenza del coniuge, figli o altri legami stabili in Italia), sia con riferimento agli interessi economici (disponibilità di attività immobiliari in Italia o conseguimento di redditi nel Paese, anche per interposta persona).

 

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