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Cristina Buccino Video Facebook Instagram, gli hacker colpiscono ancora ma è la sorella: ecco cosa è successo

Si rischia di viaggiare con la media di un hacker a settimana. O almeno, questo è quel che sembra dall’ultimo caso di cronaca che arriva direttamente dal web: questa volta, dopo Diletta Leotta sette giorni fa, tocca a Cristina Buccino ampliare i volumi di ricerca sui principali motori web. Su whatsapp, infatti, fin dalla serata di ieri è iniziato a girare un video molto intimo che ritrae una giovane ragazza insieme a un ragazzo durante un atto “amoroso”. Non si tratta di Cristina Buccino, come inizialmente pensato dagli internauti: la protagonista del video incriminato è Maria Teresa Buccino, sorella più piccola di Cristina.

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Interpellata da Leggo, la ragazza napoletana ha affermato: “Sono davvero sconvolta e sotto choc per quanto accaduto, sono vittima di una cattiveria gratuita e adesso mi trovo alla polizia postale per bloccare la divulgazione di questo video.” Ma quale è stato il dettaglio che ha fatto pensare agli internauti di Cristina Buccino protagonista? Si tratta di un tatuaggio, una farfallina, disegnata all’altezza dell’inguine. Lo stesso tatoo ce l’hanno tutte e tre le sorelle, adesso il dramma di Maria Teresa, ancora una volta per colpa del web.

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Al momento, comunque, non si comprende se il video sia stato diffuso spontaneamente dal fidanzato di Maria Teresa Buccino di quattro anni fa oppure se il ragazzo sia stato vittima degli hacker. “Ancora una volta violenza psicologica sulle donne – ha dichiarato su Instagram Cristina Buccino nella serata di ieri – poche settimane fa Tiziana si è tolta la vita per la vergogna di un filmato mandato in rete. Parlo adesso in prima persona sulla violenza morale e psicologica di cui è stata vittima mia sorella Maria Teresa con un video mandato in rete oggi pomeriggio. Forse la morte non basta a esprimere quanto grave siano certi comportamenti irresponsabili come quello di fare circolare o, peggio ancora, mettere in rete video che dovrebbero restare privati a meno che non ci sia il consenso di renderli pubblici. Un appello va alle persone che con tanto di cattiveria e pelo sullo stomaco, si diverte a condividere e divulgare certi contenuti che potrebbero gravemente influire sulle persone coinvolte portando addirittura alla morte.”  

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