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Crodino e cianuro per uccidere il farmacista: arrestato un imprenditore

L’imprenditore milanese Gianfranco Bona è stato condannato a venti anni di reclusione per l’omicidio di Luigi Fontana, avvenuto nell’aprile 2012. Un mix letale quello somministrato da Bona: all’ora dell’aperitivo, l’imprenditore avrebbe infatti offerto a Fontana, suo amico e socio in affari, un crodino al cianuro. Inutile il ricovero in ospedale del farmacista, morto per avvelenamento il 5 aprile 2012. Gianfranco Bona avrebbe anche tentato l’omicidio di Francesco Bruno, magazziniere di Fontana: egli si sarebbe però accorto in tempo utile che qualcosa nel suo “caffè al cianuro” non andava…

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Il Gup di Milano Luigi Gargiulo ha escluso la premeditazione e concesso le attenuanti generiche per Gianfranco Bona. In precedenza, il pm aveva chiesto l’ergastolo per l’imputato. Nel corso del processo con rito abbreviato, l’imprenditore ha spiegato di essere legato a Fontana da un rapporto usuraio: Fontana gli avrebbe infatti prestato dei soldi con tassi usurai, minacciandolo di morte al mancato pagamento di questi.

Il legale della famiglia Fontana ha espresso tutto il suo disappunto per l’esclusione dell’aggravante della premeditazione: Gianfranco Bona nascondeva infatti il veleno nel suo furgone da ben tre mesi. Il Gup di Milano ha inoltre disposto il risarcimento di 150mila euro a favore della moglie di Luigi Fontana e di 163mila euro a testa per le due figlie. Gianfranco Bona dovrà poi risarcire in sede civile il magazziniere Francesco Bruno.

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