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Crollo Ponte Morandi: Guardia di Finanza al Ministero dei Trasporti. Lettera di Autostrade a febbraio 2018: “Non è sicuro”

20:50L’Espresso anticipa una lettera datata 28 febbraio 2018, nella quale il direttore delle manutenzioni di Autostrade, Michele Donferri Mitelli, avvisava il Ministero e il Provveditorato sui rischi per la sicurezza legati al ritardo dell’approvazione del progetto esecutivo di rinforzo del ponte. In particolare si chiedeva di accelerare l’iter proprio per garantire “l’incremento di sicurezza necessario sul viadotto Polcevera”. Intanto si è appreso che tra i documenti sequestrati dalla GdF oggi c’è anche la relazione del progettista, l’ingegner Morandi, realizzata negli anni ’80, in cui si diceva stupito del rapido degrado dei materiali.

La Guardia di Finanza si è presentata questa mattina presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. La fiamme gialle, su mandato della Procura di Genova, hanno sequestrato tutta la documentazione relativa al ponte Morandi. I militari della GdF si sono recati per eseguire il decreto di sequestro anche nelle sedi del Provveditorato delle opere pubbliche di Liguria, Piemonte e Val d’Aosta, e della Spea Engineering spa. I sequestri stanno avvenendo a Roma, Milano, Firenze e Genova.

L’inchiesta sul crollo del Ponte Morandi. Una bolla d’aria all’interno del tirante di calcestruzzo che avrebbe corroso e arrugginito i cavi di acciaio all’interno dello strallo. E’ questa, secondo le indiscrezioni riportate da Repubblica, una delle ipotesi sulle possibili cause del crollo del ponte Morandi giudicata “scenario da valutare” dai consulenti della procura di Genova che lavorano all’inchiesta. Fin da subito le indagini della Procura si sono concentrate sul cedimento degli stralli, i tiranti di calcestruzzo. Del resto, che fossero un punto debole del ponte lo sapeva da tempo anche lo stesso progettista. L’ingegnere Riccardo Morandi, in uno studio commissionato da Autostrade già negli anni ’80, aveva sottolineato corrosioni più sul lato mare che su quello monti. Una degradazione, scriveva Morandi, “più rapida di quello che ci si potesse aspettare”. Ora la Procura indagherà sul perché, nonostante la presenza di questi studi, Autostrade non sia intervenuta per la messa in sicurezza del ponte o comunque non abbia eseguito opere di manutenzione adeguate.

Guardia di Finanza

Intesa Sanpaolo e i mutui delle case inagibili. Intanto, Intesa Sanpaolo ha annunciato unilateralmente di voler cancellare i mutui relativi agli immobili inagibili a seguito del crollo del Ponte Morandi. Una notizia che fa tirare una boccata di ossigeno ai residenti e alle attività presenti nella zona rossa. L’istituto di credito si è inoltre detto pronto “a supportare con altri interventi le famiglie e le imprese della zona rossa”. Lo ha comunicato la stessa Intesa Sanpaolo che ha stanziato un plafond di 4,5 milioni per la ”remissione unilaterale dei mutui prima casa degli immobili che verranno dichiarati inagibili”.

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Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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