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Crozza Copertina Ballarò 10 dicembre: l’Italia dei trentenni, la protesta dei forconi e i due Mattei della politica (Video)

Anche ieri sera, martedì 10 dicembre c’è stato il tredicesimo appuntamento settimanale con “Ballarò” e, come di consueto, la copertina satirica di Maurizio Crozza. Il comico genovese ha iniziato il suo intervento facendo un’ammissione che si sente vecchio ed è pieno d’acciacchi ormai il Paese è nella mani dei trentenni. Anche fare la copertina in piedi lo stanca e  anzi se ci fosse un plaid da mettersi sulle spalle. C’è una rivoluzione in questo Paese. Ora nel Pd c’è Renzi: un trentenne fuori dal Parlamento che comanda dei parlamentari sessantenni che stanno dentro. E nel Movimento 5 Stelle c’è un sessantenne fuori che comanda dei trentenni dentro. E ieri Berlusconi ha detto che, a proposito di Grillo, vorrebbe allearsi con lui e con Sel per fare la legge elettorale. Quindi per ricapitolare in Forza Italia c’è un ottantenne fidanzato con una ventenne, che vuole allearsi con un sessantenne per contrastare un quarantenne che governa i trentenni. Che hanno fatto fuori l’ottantenne che è fuori ma che rischia di andare dentro. Giova non è una guerra di generazioni è un rompicapo… Copertina Crozza Ballarò2

Comunque regna la confusione e ieri è tornata la protesta dei forconi e rivolgendosi a Giovanni “Giova” Floris domanda: “Ma chi sono?” ce l’hanno con tutti e vogliono mandare a casa tutti, “sembrano i 5 stelle ma senza wi-fi sul camion?” I forconi vogliono bloccare l’Italia con i tir, ma perché mai? Non è meglio il metodo classico: ci si fa eleggere e poi si blocca il Paese. Poi c’è la polemica dei poliziotti che si sono tolti il casco e ognuno ha la sua versione: i forconi dicono perché stanno con loro, il questore dice che è la prassi e i parrucchieri dicono che è per far respirare il cuoio capelluto.  Comunque lui una protesta così non la capisce, autostrade bloccate, treni in ritardo, strade intasate che protesta è questa: è la prassi in Italia. Se si vuol fare la vera rivoluzione per una volta basta far arrivare puntuali i pendolari. A Crozza fa ridere Grillo perché da quando ci sono i forconi si è impallato e non sa più cosa dire…Sembra uno di quei 60enni che si sentono ancora giovanili e si arrabbiano se gli si lascia il posto a sedere in autobus…Dopo aver imitato il leader del M5S (che accusa i manifestanti di protestare “ancora con i Tir” e che sostiene o forse no che “le merci devono andare in streaming”).

Crozza ha dedicato qualche battuta anche sulle primarie della Lega Nord che si rinnova e che hanno premiato Matteo Salvini: un uomo preciso, va in giro sempre con le felpe con su scritto Milano così si ricorda dov’è. Ne ha tantissime (di felpe): Genova, Torino, Cuneo, Verona uscita Fiera ce le ha tutte. Comunque nella Lega il grande sconfitto è il suo storico leader Umberto Bossi, che non l’ha presa male e ha detto che non si ritira perché per lui il partito è come un figlio, non come il Trota, né come l’altro. Forse ha sbagliato esempio. Ma al di là di tutto quello che tiene banco è il “Matteo del Pd”. Il nuovo Segretario Renzi ha festeggiato il trionfo in un posto esotico, dove non è mai stato. Ha preso sua moglie ed è andato a Firenze, per vederla visto che gliene hanno tanto parlato. Alla fine si mette a imitare Matteo Renzi che inizia il suo discorso con “I don’t care” una volta avrebbero messo Ivano Fossati e Fiorella Mannoia. Ma Renzi è così un’icona pop, definito come un “mix tra Striscia la notizia e X Factor” e il suo sogno non è diventare come Obama ma come Mika. E intervistato dallo storico autore Andrea Zalone, Crozza-Renzi spiega come vorrebbe scrollarsi di dosso questo senso di Pd. Come segretario ha avuto il 70 % di consensi, quasi tre milioni di votanti e questo vuol dire che non è pronto per governare ma per San Remo. Ascolta le critiche e qualcuno dice che con Renzi la sinistra è finita ma non è vero è rimasto il Papa. Ieri ha incontrato Letta, nel suo ufficio a Palazzo Chigi, si è guardato intorno ed è bastata un’oretta dove piazzerà il juke-box e per farlo partire con un pugno come Fonzie. Ha scelto la sua squadra: 12 ragazzi, suoi amici, che sanno perfettamente reggere il primo piano della copertina di Vanity Fair. E poi si domanda cosa sia meglio per il Paese, con dei contenuti, per farlo crescere: far aumentare il Pil o il pilates, mandano via Letta e prendono Violetta…e continua con teorie strampalate…

 

 

 

 

http://youtu.be/MJQplsperhI

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