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Crozza Copertina Ballarò 29 ottobre: la decadenza di Berlusconi, il “Bel Palese”, lo scandalo ‘Datagate’, D’Alema e Renzi e lo scontro Napolitano-Grillo (Video)

Anche ieri sera, martedì 29 ottobre c’è stato il settimo appuntamento settimanale con “Ballarò” e, come di consueto, la copertina satirica di Maurizio Crozza. Il comico genovese si rivolge al conduttore e gli dice come giudica l’operato della giunta deputata a “decidere” sulla decadenza di Berlusconi (da senatore della Repubblica) e che ha deciso di non decidere. La discussione continuerà tra voto palese e voto segreto e si domanda se i senatori voteranno secondo coscienza, a parte che se l’avessero, non saremmo a questo punto…Se si vuole salvare Berlusconi si è padronissimi di farlo, certo questo vuol dire che Berlusconi è padronissimo della persona: e questa è una scelta! Perché non dirlo e che debba rimanere segreto? “L’unico voto che dovrebbe essere segreto è il nostro, quando si decide chi eleggere.” Da lì, in poi, dovrebbe essere tutto palese. È strana l’Italia perché c’è sempre qualcosa di palese e qualcosa di segreto e sciorina tutta una serie di esempi: Siamo il Bel Palese. Che si debbano pagare le tasse è palese… come usano i nostri soldi è segreto! Che a Ustica è stato un missile è palese, perché ce lo dicano trent’anni dopo è segreto (…) Che un senatore condannato si debba dimettere è palese…! Perché ora forse ci dobbiamo beccare pure sua figlia è segreto!”  Maurizio Crozza Ballarò 29 ottobre

Allora il comico genovese si rivolge al ‘saggio’ senatore Quagliariello del PDL presente in studio, facendogli presente che Berlusconi è stato condannato definitivamente in agosto e la legge Severino prevede che debba decadere immediatamente. Definitivamente ed immediatamente sono due avverbi che non prevedono molto margine e gli dice: “Io ero un asino a scuola e quando mi dicevano: – Crozza fuori dalla porta immediatamente, non è che uscivo dopo sei mesi!” Crozza pare soffrire la situazione sfiancante e che descrive come una storia infinita. Arriva a ipotizzare un trattamento particolare per Berlusconi anche da parte di Dio durante il Giudizio Universale: “Gli empi all’inferno, i probi in paradiso e Berlusconi… slitta a dicembre.”  Si domanda perché Berlusconi ci tenga così tanto a restare in Senato se non ci sta mai. La passione e il tema per i segreti lo porta ad affermare: “che tanto si è tutti spiatie gli  consente di allacciarsi a un altro tema fondamentale della settimana, lo scandalo Datagate: “Obama solo in Italia ha ascoltato 46 milioni di chiamate, che tra l’altro metà le aveva fatte il Papa (…) Ci si è messo anche Putin. Sembra che all’ultimo G20 in Russia abbia regalato agli ospiti dei gadget contenenti delle microspie (…) Sei un Capo di Stato e accetti dei gadget da uno che è stato il capo del KGB?”

Crozza sottolinea che sono tempi cupi. Ma c’è una speranza di leggerezza, è il buon vecchio PD, che non tradisce mai: D’Alema ha detto che Renzi è come Virna Lisi, con quella bocca può dire quello che vuole (…) ma tu pensa come parla ai giovani D’Alema: ha citato un carosello del ’58!” Renzi come Virna Lisi: “È come guardare in faccia Gentiloni  e pensare ad Angelina Jolie”. Crozza afferma che D’Alema è strano. Per un anno è stato zitto e sembra che dietro a tutte le strategie del Pd ci sia lui, però dopo parla e si capisce che dietro al Pd non c’è proprio nessuno. Intanto Renzi ha fatto la Leopolda e non c’era nemmeno  un simbolo del Pd:C’era la Vespa, la bici di Bartali, la lavagna, Epifani come soprammobile, il microfono di Frank Sinatra. C’era più Sinatra che sinistra! C’era Nanni Moretti in casa che davanti alla tv diceva: “Dai Matteo di qualcosa di sinatra”. E domenica ci sono state le elezioni in Trentino Alto Adige: è stata la cosa meno importante della giornata dopo Miss Italia. Dunque il centrosinistra ha vinto invece il Movimento 5 stelle non è andato benissimo, perdendo 3 voti su 4 ma la colpa non è di Grillo che ce la mette tutta. La chiusura è dedicata allo scontro Napolitano-Grillo. Quest’ultimo ieri ha fatto un blitz in Senato per parlare con i suoi e sono volate tra lui e Napolitano parole pesanti: “È stato detto “anziano, furbo e scaltro”… Io però non ho seguito bene: ma chi l’ha detto a chi.”

 

http://youtu.be/sb_hKB38QRw

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