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Cubo di Rubik, magie, misteri ed errori (fino a chiamarlo Kubrick)

Google ha deciso di festeggiare i 40 anni del cubo di Rubik dedicandogli un Doodle-gioco, cliccando sopra al Doodle infatti, il cubo interagisce e si può provare a risolvere il rompicapo in maniera virtuale. Lo scopo del rompicapo è quello di riportare su ogni faccia tutti i quadrati dello stesso colore, ci sono miliardi di combinazioni possibili, ma solo una è quella giusta.

cubo di Rubik 40 anni

 

Il cubo di Rubik è ancora oggi il giocattolo più venduto della storia, circa 300 milioni di pezzi, imitazioni incluse. Un aspetto ironico da considerare va al suo nome, che deriva dall’inventore del rompicapo, Ernő Rubik, mentre molte volte, soprattutto dai bambini, ma anche da tantissimi “più grandi” è stato denominato come il cubo di Kubrick, attribuendolo ingenuamente al celebre regista. L’accoppiata drughi+cubo non sarebbe stata poi così male, forse. Prima però, il rompicapo si chiamava Cubo Magico, ma divenne più famoso cambiando il nome con il cognome dello scultore ungherese.

Il rompicapo è disponibile in 4 versioni differenti: 2×2×2 (Pocket Cube), 3×3×3 (Rubik’s Cube), 4×4×4 (Rubik’s Revenge) e 5×5×5 (Professor’s Cube). Per poterlo risolvere ci sono diversi metodi, ma il più risolutivo è il metodo a strati. Consiste nella risoluzione strato per strato, con 7 passi da effettuare (croce, angoli primo strato, secondo strato, orientamento spigoli, orientamento angoli, permutazione spigoli, permutazione angoli). Un tentativo, almeno, va fatto (con trucchi o meno).

Ironica indubbiamente, la versione rosa dedicata alle donne, rosa, interamente rosa, pensato per le bionde. Qualcuno avrebbe qualche cosa da ridire, forse.

pensato per le bionde

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