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#daitalianoanapoletano, #daitalianoasiciliano, #dettideroma: gli hashtag più popolari su Twitter

Giornata di sciopero dei trasporti, arrivi in ufficio già incavolato, e vorresti fuggire fuori, col bel tempo che c’è… meglio distrarsi “imparando le lingue”, che tornano sempre utili, ed ecco che su Twitter si scatena l’onda di #daitalianoanapoletano, una carrellata delle più divertenti espressioni dialettali, da “jamm bell uagliò” (muoviamoci), a “ua, sij na chiavat a sora toj” (complimento pittoresco), da “N’AGG CAPIT,C’AMMA VATT’R ?” una esortazione a moderare i termini, a ‘tien a’cap p spart’r e rekkij’, eufemismo per riferirsi alla poca sagacia dell’interlocutore.

italiano siciliano

 

Ovviamente c’è voluto un attimo e dalla Sicilia è arrivata la risposta, con #daitalianoasiciliano, hashtag che ha preso la testa della TT, con perle di saggezza sicula come “cu spatti avi a megghiu patti!” (chi divide si prende la parte migliore), a ‘minchia si na ruttura ri cugghiuna’ (espressione facilmente traducibile); per non parlare di “isti pi futtiri e aristasti futtutu” (la morale della storia dei pifferi di montagna, diciamo) o di “I picciuli sunnu nta vucca di tutti e nta sacchetta di nuddu” (raccomandazione sul fatto che i soldi sono sulla bocca di tutti e nella tasca di nessuno) ;-)

detti de roma

 

E da roma arriva subito la risposta con #dettideroma, più comprensibili per chi vive in quella che era detta una volta “Alt’Italia”, e in continua evoluzione, come “sei talmente tanto brutta che se t’avvicini ar computer parte l’antivirus”, o come “aò quanno esce er colore che te piace deppiù, parti” da usare al semaforo; “come te c’ho messo ar monno te ce levo” (minaccia di mamme un filo contrariate verso i figli) o anche “Mo vabbè che vabbè, ma che davero davero?”…

Avanti chi sono i prossimi???

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