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Dallo Stornello al Rap, Elena Bonelli intervista esclusiva: “sono la mecenate della canzone romana”

Il prossimo 17 ottobre al Teatro Olimpico di RomaElena Bonelli presenterà i finalisti della seconda edizione del  talent “Dallo stornello al rap”, per capire meglio di cosa si tratta e per scoprire come è nato questo bellissimo progetto UrbanPost ha intervistato la bravissima Elena Bonelli, attrice, cantante internazionale e madrina della cultura romana nel mondo che si è esibita nei teatri più prestigiosi di oltre 130 paesi del pianeta, dalla Carnegie Hall di New York al Palazzo dell’Onu, da Sidney all’Auditorium di Tokyo, da Islamabad a Rio de Janeiro da Kuala Lumpur all’Europa intera. Cosa succederà durante il Gran Galà della canzone romana?

Che cos’è “Dallo Stornello al Rap” e come è nata l’idea di questo progetto?

“Dallo Stornello al Rap” fa parte di un progetto molto più ampio di rilancio della canzone romana iniziato nel 2002, un progetto che ha tolto un po’ dalla strada la canzone romana per portarla nei templi della musica sacra, della musica colta come il Teatro dell’Opera, ecc, ecc, con l’obiettivo di dare alla canzone romana un’altra immagine, un’immagine diversa da quella che è scolpita nelle menti dei romani e anche dei non romani. Ci siamo riusciti perfettamente in quanto con una orchestra sinfonica di sessanta elementi sono risuonate al Teatro dell’Opera le canzoni romane con arrangiamenti di Pippo Caruso che hanno fatto il giro del mondo. Proprio in giro per il mondo tutto ciò ha riscosso un successo strepitoso. Dopo questa iniziativa abbiamo fatto un film che si intitola “Tanto Pè cantà – Canzoni Romane”, tutto girato a Roma, con la regina di Carlo Lizzani  e poi abbiamo iniziato le tournèe nel mondo dove abbiamo notato che la canzone romana ha avuto un grandissimo successo. Dallo Stornello al Rap è quindi un progetto nato in questo ambito che però ha anche l’intento di avvicinare la canzone ai giovani. Abbiamo iniziato con una lectio magistralis all’Università Luiss poi da qui mi hanno dato un Master e quindi è diventata proprio materia di studio sempre alla Luiss. Infine il concorso per far rilanciare ai giovani la canzone romana, riscritta da loro, che racconti la Roma di oggi e che serva a far creare e a far esprimere i giovani e inoltre che serva a tracciare uno spaccato di vita romana di questo periodo che è veramente incredibile. Con questo progetto si è fermato il tempo in questo periodo. La connessione stornello, rap è perché lo stornello non è che un’origine di altri secoli del rap con il quale ora i giovani raccontano la Roma di questo periodo anche perché dopo Venditti e pochissimi altri non c’è nessuno che racconti la nostra città.

Cos’è per lei Roma  e cosa si aspetta dalle canzoni in gara?

Roma per me è tutto, è una madre che mi ha generata. Io tengo moltissimo a Roma. Ho girato 130 Paesi e credo che la città di Roma sia la più bella al mondo così come l’Italia. Soffro molto quando la vedo bistrattata, degradata, non amata dai romani. Dalle canzoni in gara mi aspetto che i ragazzi scrivano cose belle, descrivano la città di oggi, ma soprattutto in generale dai ragazzi mi aspetto che diano seguito ad un progetto a cui tengo molto.

Come è stata scelta la giuria sia nella prima sia in questa seconda edizione?

La giuria è sempre stata scelta con un criterio fondamentale: la romanità. In più, siccome non è un concorso solo per cantanti e cantautori, ma anche per video-makers, sono stati chiamati diversi registi e attori. Quest’anno la giuria è composta da: il gruppo musicale romano molto amato dai giovani ovvero i Flaminio Maphia, la conduttrice radiofonica e opinionista del famoso talent XFactor Federica Gentile, gli attori e registi di successo Valerio Mastandrea, Claudia Gerini e Neri Parenti, la coppia più bella del cinema italiano Simona Izzo e Ricky Tognazzi; inoltre, gli autori di dei più noti programmi televisivi Marco Giusti e Stefano Jurgens, il conduttore e imitatore Max Giusti,  il direttore d’orchestra del Festival di Sanremo Pinuccio Pirazzoli e i Direttori dei quotidiani Leggo e Il Tempo Alvaro Moretti e Fabrizio Zampa, graditissimi ospiti. Su tutti vi è il presidente di giuria: Antonello Venditti. Il fatto che lui abbia creduto a questo progetto mi da grande onore. Io sto dedicando a questo progetto tutta me stessa e sto investendo tutto su questo. Sono diventata la mecenate della canzone romana.
Abbiamo poi aperto un concorso anche per il manifesto, con diversi premi, giusto per far smuovere nei giovani la creatività e la voglia di fare, per dare un’opportunità in più a qui ragazzi che ora, a Roma, non hanno grosse possibilità per emergere. Per me, infatti, la ricchezza è quella che si mette a disposizione di qualcun altro e per questo tutto quello che ho imparato, tutto quello che ho raccolto facendo concerti in tutto il mondo lo voglio mettere a disposizione dei giovani volenterosi che hanno voglia fare qualcosa di buono. Vorrei passare la mia esperienza a chi vuole imparare qualcosa.

Chi le ha consigliato di fare teatro e quando ha capito che quello dello Spettacolo era il suo mondo?

In realtà non me lo ha mai consigliato nessuno perché ho auto una famiglia completamente ostile e contraria alla mia professione. Per mio padre dovevo diventare un capo d’azienda e secondo lui sarei anche stata bravissima in quel ruolo, però io ho scelto una strada completamente diversa. Se dovessi tornare indietro rifarei sicuramente la stessa cosa, però, forse, cambierei qualche “strategia”, cioè anziché passare dalla televisione, da cui ero partita con i grandi maestri fra cui Falchi, Pingitore, Proietti, ecc, al teatro con altri grandissimi maestri come De Simone, altro grandissimo nome, all’epoca era come fare una prima serata in tv lavorare con lui, cambierei il percorso e invece di dedicarmi forse troppo al teatro avrei dedicato un po’ più tempo al resto. Sono però felicissima di tutta la mia carriera. Non rimpiango nulla. Se rinascessi però farei subito la cantante. Solo questo.

Quanto si rifà a Gabriella Ferri che ha celebrato in uno spettacolo?

Non mi rifaccio a Gabriella Ferri, diciamo che da piccola sono venuta su con Gabriella Ferri ed è per questo che conosco tutte le canzoni romane.  Non c’è nessun riferimento. C’è forse una tendenza naturale. Io però sono quella che sono. Non la imito, non la emulo. Prendo lei come grande voce unica della vera romanità. 

Che consiglio darebbe ai giovani che vogliono fare carriera nel mondo dello spettacolo? 

Essere intelligenti, capire le strategie, non tirarsi mai indietro, darsi da fare. Non appoggiarsi mai a “carri portanti” perché i carri che portano portano solo per un momento e quando si fermano tu cadi insieme a loro. Io ho scelto un percorso molto libero, da essere libero quale sono, e non mi sono mai agganciata né a politica né a persone illustri e quello che ho fatto l’ho fatto solo con le mie forze e questo mi ha sempre spinto ovunque perché è l’unica cosa che non ti fa mai crollare. Io devo valere per me stessa e non perché rappresento qualcuno o la politica. Un artista deve essere libero e non può avere vincoli di nessun genere. 

Progetti futuri?

La grande serata del 17 Ottobre ovvero il Gran Galà della Canzone Romana dove la canzone tradizionale e quella della modernità del rap si incontreranno. 

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