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Daniel Johnston, è morto il cantante che ha ispirato Kurt Cobain

Ieri, 11 settembre 2019, il mondo della musica ha dato l’addio a un musicista che ha fatto la storia: Daniel Johnston. Il cantante è morto ieri all’età di 58 anni. A riportare per primo la notizia è stato l’Austin Chronicle, a cui è stata confermata dall’ex manager del cantante, Jeff Tartakov. La notizia è stata successivamente confermata anche dal fratello del cantante a NPR. Johnston viveva a Austin da diversi anni e sarebbe morto per un attacco cardiaco. Per chi non lo conoscesse andiamo a ripercorre un po’ la sua storia.

Daniel Johnston

Daniel Johnston: biografia

Daniel Johnston è nato il 22 gennaio 1961 a Sacramento in California. Quando era ancora piccolo, la famiglia si è spostata a New Cumberland, in West Virginia, dove Daniel si innamorò dei Beatles e della musica rock. Nel 1980 registrò il suo primo album, Songs of Pain, e tre anni dopo Hi, How Are You, pubblicato dall’etichetta indie Homestead, diventò un piccolo successo commerciale. Johnston aveva iniziato la sua carriera negli anni Ottanta, realizzando dischi autoprodotti che avevano ottenuto una certa fama tra gli addetti ai lavori: diversi cantanti famosi avevano realizzato cover di alcune delle sue canzoni più famose, come Tom Waits con “King Kong” e Beck con “True love will find you in the end”. E’ famoso per aver ispirato Kurt Cobain, Matt Groening e Tom Waits. Kurt Cobain nel 1992 si presentò sul palco di MTV con indosso la maglietta di Johnston.

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“Mi consideravano un fenomeno da baraccone”

Daniel era un personaggio controverso. Ha combattuto per tutta la vita contro la schizofrenia, tema ricorrente nelle sue canzoni. In un’intervista a Rolling Stone nel 1994 raccontò come lo vedeva il pubblico: “Ad alcuni piaccio molto, altri mi prendono in giro e pensano che sia un fenomeno da baraccone. Ero messo in mezzo come se fossi un totale psicopatico. Non un killer o cose del genere. Più un orsacchiotto bizzarro… ma se la gente mi prende in giro e si diverte a farlo, allora va bene così, davvero. Li sto intrattenendo. Forse sono più simile a un comico di quanto pensino“.

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