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Daniel Radcliffe malattia: la confessione del maghetto “Harry Potter” di J. K. Rowling 

Nel 2001 la Warner Bros distribuiva nelle sale cinematografiche Harry Potter e la pietra filosofale, il primo film, diretto da Chris Columbus, che ha incassato più di 974 milioni di dollari al botteghino mondiale, ispirato all’omonimo romanzo del 1997 di J. K. Rowling, ambientato principalmente nell’immaginario mondo di Hogwarts. Da allora sono trascorsi tanti anni e il nome di Daniel Radcliffe si è legato indissolubilmente al maghetto dagli occhiali importanti, capace di risolvere le più difficili situazioni a colpi di bacchetta magica e coraggio.

“Harry Potter”, Daniel Radcliffe malattia: la triste confessione dell’attore che deve la fama alla saga di J.K Rowling

Anche nella vita di tutti i giorni il giovane Daniel Radcliffe, che ha compiuto 30 anni lo scorso 23 luglio, ha dovuto affrontare davvero delle prove difficili. In primis la battaglia contro l’alcolismo, iniziata proprio mentre il successo cominciava a sorridergli. Come riportato da “Vanity Fair” l’ex maghetto ha svelato che proprio «Harry Potter» l’ha portato in un certo senso a distruggersi: «Ovunque andavo ero circondato da persone che mi avvicinavano e volevano qualcosa da me. Per dimenticare avevo un’unica soluzione: ubriacarmi». Una dolorosa confessione raccolta in un’intervista uscita su Off Camera With Sam Jones. «Il fatto di ubriacarmi però, portava la gente ad osservarmi ancora di più, a bisbigliare o dirmi cose poco piacevoli e l’unico modo per non sentirli era quello di bere ancora di più. In questo modo sono entrato in un giro vizioso che ha rischiato seriamente di danneggiare la mia psiche», ha ammesso il noto attore, che ha svelato di essere arrivato più volte sul set in condizioni pietose, vale a dire completamente ubriaco. Per fortuna però, proprio come avviene sul grande schermo al piccolo Harry, Daniel ha potuto contare su amici e familiari, che lo hanno aiutato a staccarsi dal vizio della bottiglia e a vincere la malattia: «Ho capito che continuando a bere mi sarei messo sempre più nei guai». Oggi quella battaglia è vinta e la trappola dell’alcool non è che un tremendo ricordo.

Daniel Radcliffe e la lieve forma di disprassia

Ma non si tratta solo di questo. Daniel Radcliffe, diventato famoso grazie ai romanzi di J.K. Rowling, ha ammesso in un’intervista con Esquire Magazine di essere stato pure vittima di bullismo. Timido e impacciato non sapeva come difendersi: tant’è che prese un pugno in faccia a scuola. Qui era insofferente e non perché non gli piacesse studiare. Come riporta iVid Blog Radcliffe ha ammesso di soffrire di una lieve forma di disprassia, disturbo neurologico che influisce sulla coordinazione occhio-mano. Proprio questo problema lo avrebbe spinto a recitare: in taluni momenti, infatti, il cervello dell’attore non sarebbe in grado di comunicare con il corpo, provocando difficoltà soprattutto nella scrittura. Non si tratta ovviamente di una malattia, ma indica un deficit nell’organizzazione del movimento.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi", “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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