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Daniele Parisi, Orecchie: intervista al Miglior attore emergente di Venezia 73

Daniele Parisi, attore protagonista del film Orecchie, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 nella sezione Biennale College, ha vinto il Premio NuovaImaie Talent Award come Miglior Attore Emergente alla Mostra del Cinema di Venezia, con la motivazione: “Un personaggio stralunato che ricorda le celebri maschere del cinema muto, come vuole la storia surreale che il film racconta, riesce a farci perdere e a ritrovarci, proprio come quel fischio misterioso nel suo orecchio che, nel film, ci richiama la realtà.” Orecchie ha vinto anche il Premio Premio Arca CinemaGiovani come Miglior Film Italiano alla Mostra del Cinema di Venezia e la Menzione Speciale del Premio Fedic per la miglior scena di cibo. Con UrbanPost abbiamo intervistato Daniele Parisi, ammirato nei panni di “Lui”, il personaggio che interpreta in Orecchie.

Sappiamo che hai appena vinto il Premio NuovaImaie Talent Award come Miglior Attore Emergente alla Mostra del Cinema di Venezia 2016, te l’aspettavi? Come ti senti? 

“È stato un premio inaspettato, siamo contenti tutti quanti di questo risultato raggiunto. È indubbiamente emozionante.”

Come è stato lavorare con attori del calibro di Rocco Papaleo, Milena Vukotic e Piera Degli Esposti, solo per fare qualche nome? 

“Loro sono tutti degli attori molto esperti. Sono dei mostri sacri ed è stata una scuola per me, grazie a loro ho imparato molto e mi sono stati di aiuto nella mia evoluzione artistica. Grazie alle qualità di questi bravissimi attori siamo riusciti a instaurare una relazione d’ascolto.”

Dal Teatro al Cinema, in quale mondo ti trovi meglio e quali sono le principali differenze che hai percepito?

“La principale differenze tra cinema e teatro che ho riscontrato consiste nella diversità di linguaggio: il teatro si avvale del segno, un linguaggio e un mondo alto. Si parla di un mondo alto formato da registri differenti rispetto al cinema. Abbiamo lavorato sul togliere e rendere tutto necessario. Abbiamo scelto di utilizzare il bianco e nero cercando di mantenere quell’essenzialità che dona lo smarrimento. È stato un modo per lavorare da attore in maniera molto diversa.”

La critica ha parlato molto bene di Orecchie, potevi immaginarlo dai giornalisti presenti a Venezia 73? 

“Ero consapevole di lavorare con una sceneggiatura bellissima anche se il testo non puoi saperlo finché non è girato. Stiamo contenendo, comunque, la nostra emozione perché dobbiamo restare con i piedi per terra. Va mantenuto un profilo molto basso.”

Come hai vissuto Lui (il personaggio di Daniele Parisi, ndr) in bianco e nero? 

“Il lavoro è chiaramente basato sulla ricerca di questo smarrimento, si tratta di un “Io irrazionale” che va in tilt e mette in risalto questo stridio del mondo che non gli torna poi tanto.”

Capitolo futuro: quali progetti in cantiere?

“Cosa ho in programma per il futuro? In cantiere c’è un nuovo spettacolo… vi posso dire: 2017.”

>>> LE ULTIMISSIME SULLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2016

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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