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The Danish Girl, Venezia 72 recensione: il vero amore nell’arte

The Danish Girl, film in concorso alla 72. Mostra del Cinema di Venezia, diretto da Tom Hopper, con Eddie Redmayne, Alicia Vikander, Matthias Schoenaerts, Ben Whishaw, Sebastian Koch, Amber Heard, Emerald Fennell, Adrian Schiller, si rivela agli occhi degli spettatori per ciò che è: un capolavoro di naturale bellezza dove il vero amore vive nell’arte e al di fuori di sé.

Einar Wegener (interpretato da Eddie Redmayne) è allo stesso tempo Lili Elbe, dal momento in cui viene baciato per la prima volta da bambino da Hans (Matthias Schoenaerts), ed è allo stesso tempo l’amore di Gerda (Alicia Vikander), con cui è sposato e vive un matrimonio immerso nella passione e nell’arte. Sono l’amore e l’arte a tenere uniti tutti i personaggi dall’inizio alla fine del film, e l’ego di ognuno sparisce per lasciare spazio all’altro. Einar sente di essere Lili, nella movenza delle sue mani gentili, nel sorriso timido, nello sguardo languido e brillante insieme, nel piacere di toccare i tessuti, dalle calze da ballerina alla camicia da notte di seta di Gerda. Gerda ama il benessere di Einar, e lo aiuta ad essere se stesso: una donna, la donna diventata icona transgender che ha messo prima di tutto l’ascolto della sua natura da dentro.

Tom Hopper, durante la conferenza stampa di presentazione del film ha detto: “Fin dall’inizio, dalle prime conversazioni abbiamo parlato di una donna che si rivelava, come scoprire questa femminilità latente ci ha guidato attraverso questo percorso profondo, non identificarsi con il genere con cui si appartiene. Non ci sono vie per la libertà, lei ha combattuto” e parlando di come sia emerso il personaggio di Lili, ha spiegato: “L’emergere di Lili si realizza attraverso lo spazio creato dall’arte. Una lotta che non permette alla società di bloccare la sua espressione di donna artista e attraverso il suo radicalismo lei sperimenta la sua femminilità, il sentimento con la sua compagna: la libertà è la sua natura“. E anche Eddie Redmayne ribadisce l’importanza della natura in Einar/Lili: “Combattere per vivere la propria natura, ho incontrato tante persone della comunità transgender, la loro gentilezza, è stata veramente una fortuna. Recitare la parte della loro iconica storica è stato un onore“. Alicia Vikander, sul suo interpretare Gerda, ha detto: “Sono stata attratta da questa storia d’amore, è una storia unica, come amare e amare se stessi, per l’epoca Gerda era una donna all’avanguardia, un’artista, vedeva e prevedeva e io stessa sono rimasta colpita da questi due ruoli del film. In Gerda ho trovato una donna che è in grado di amare qualcun’altra più di se stessa. Anche io lo vorrei“.

Le riprese dei corpi sono strepitose, dalle caviglie di Gerda alle unghie di Lili, lo stesso amore che ha mosso le anime, ha fatto parlare anche la fotografia della camera e i ritratti sulla tela, come sfondo del fondo.

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