in ,

Datagate: “spiamo i terroristi”, afferma il Direttore del NSA

La Clinton, che non vuole ripercussioni negative in vista delle prossime elezioni presidenziali del 2016, non ha mai fatto il nome di Obama ma ha aspramente criticato il fatto che gli Stati Uniti non abbiano ancora preso posizione creando molta confusione ed un brutto caso diplomatico che non può essere accettabile per un paese che si vuole come leader indiscusso del G8.

barack obama con hillary clinton

Sebbene le azioni della National Security Agency non siano state confermate e non ci sia la certezza sui famosi 52 miliardi di dollari che sarebbero stati spesi per spiare il mondo, aver coinvolto 35 leader mondiali tra cui la stessa Angela Merkel è un brutto danno d’immagine in cui Hillary Clinton non vuole essere coinvolta.
Se infatti fossero dimostrate le intercettazioni, la Clinton potrebbe vedere la propria candidatura alla tanto ambita prossima presidenza svanire nel nulla. Mentre la Clinton riesce denuncia il fatto che l’America deve dimostrare di non aver spiato alleati ed amici dello Stato e lo fa senza tradire o affossare un Obama visibilmente imbarazzato, il Direttore della NSA è intervenuto con un discorso in difesa dell’Agenzia, facendo presente che Edward Snowden, con le sue affermazioni, ha messo a repentaglio le capacità dell’intelligence Americana di proteggere l’occidente dalle azioni dei terroristi.

Keith Alexander ha detto chiaro e tondo che la NSA non spia nessuno, tantomeno leader alleati. Sono stati scovati ben 54 complotti e movimenti di danaro legati al terrorismo, di cui 13 in USA ma ben 25 in Europa. Per Alexander,intervistato dal sito “Armed with Science”, ha evidenziato il fatto che la NSA collabora fattivamente con l’intelligence estera con lo scopo di garantire la sicurezza del paese.
Per Alexander il fatto che un uomo solo abbia messo a repentaglio il lavoro della NSA è una disgrazia di proporzioni enormi ed un danno che sarà difficile da sistemare, specialmente dopo che ben 50.000 file sono stati messi a disposizioni dei giornalisti che possono liberamente diffonderli.

La dichiarazione di Alexander convince poco e nel Palazzo delle Nazioni Unite, 21 paesi stanno lavorando ad una bozza che riprende il Patto Internazionale dei Diritti Civili e Politici per ricordare che esiste il diritto di non essere spiati e che la privacy non può essere liberamente infranta. Lavoro a cui hanno ovviamente partecipato anche Francia e Germania ma, per ora, non l’Italia.

Seguici sul nostro canale Telegram

Parabrezza virtuale: una grande innovazione che rende il sorpasso più sicuro

bufale web

GoToWeb: caccia ai talenti del web