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David Gilmour dei Pink Floyd mette all’asta 120 chitarre per il clima: la Black Strat venduta per quasi 4 milioni di dollari

Anche David Gilmour si dà da fare per l’ambiente: lo storico chitarrista dei Pink Floyd ha deciso di mettere all’asta 120 chitarre per contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici. Tra le chitarre, che sono state battute all’asta ieri, 20 giugno 2019, da Christie’s, c’è anche la Black Strat, quella usata per incidere i brani The Dark Side of the Moon e The Wall.

David Gilmour dei Pink Floyd mette all’asta le sue chitarre per il clima

Secondo quanto riportato da Rockol.it la casa d’aste Christie’s ha battuto la “Black Strat” di David Gilmour per 3 milioni e 975mila dollari, una cifra da record, che ha reso il più celebre degli strumenti di lavoro di David Gilmour la chitarra più costosa della storia. Un’icona del sound la Black Strat, una reliquia quasi per chi ama le sei corde elettriche, la cui storia era stata raccontata dallo stesso artista in una puntata del suo video blog: lo strumento era stato acquistato per caso subito dopo un furto subito a New Orleans nel 1968. Una chitarra che ha segnato la storia della musica: basti citare classici come Money, Comfortably Numb e Shine on You Crazy Diamond.

La storia della Black Strat, la chitarra venduta a quasi 4 milioni di dollari

La chitarra, fabbricata nel 1969, è stata acquistata nel 1970 presso lo storico negozio Manny’s Music di Manhattan a New York. Curiosità? Il colore originale della chitarra, che ricordava quella che i genitori avevano regalato a David Gilmour per il suo ventunesimo compleanno (che gli è stata poi rubata), non era nero, ma sunburst ed è stato quasi subito modificato. Una chitarra che, in verità, di modifiche ne ha subite parecchie: secondo gli esperti ad esempio la tastiera sarebbe stata cambiata almeno sette volte, alternando parti in acero e in palissandro. Secondo sempre quanto riportato da Rockol.it nel 1972 David Gilmour ha sostituito il classico ingresso jack con un connettore Cannon: questo per schermare il segnale e avere un suono più definito. Ovviamente quest’ultima non è stata la sola modifica e ne sono seguite tante altre: sul corpo della Black Strat sono passati un DiMarzio FS-1, un Seymour Duncan SSL-1, solo per citarne alcuni. Dopo un periodo di pensionamento anticipato nel ’86, quando Gilmore ha acconsentito affinché la chitarra fosse esposta all’Hard Rock Café di Dallas, in Texas (dove nonostante fosse stata riposta in una teca lo strumento subisce non pochi danni) il componente dei Pink Floyd la richiama in servizio circa dieci anni dopo. Sottoposta alle cure di Charlie Chandler, liutaio di fiducia di David Gilmour, la chitarra torna più bella di prima. È stata protagonista indiscussa del tour “On an Island” del 2006 e in quello “Rattle That Lock” del 2015, senza contare le session di registrazione di “The Endless River”. Insomma chi ha acquistato la Black Strat ha preso con sé uno strumento musicale dal valore inestimabile.

David Gimour la battaglia per i cambiamenti climatici: «La più grande sfida!»

Già ieri si parlava di una base d’asta da capogiro: stando ai rumours per accaparrarsi una chitarra si è partiti da 150.000 Sterline. La somma ricavata verrà donata a ClientEarth, l’organizzazione senza scopo di lucro che usa il potere della legge per proteggere il Pianeta. «La crisi climatica globale è la più grande sfida che l’umanità dovrà mai affrontare e mancano pochi anni perché gli effetti del riscaldamento globale diventino irreversibili. Abbiamo bisogno di un mondo civilizzato capace di andare avanti per i nostri nipoti e oltre. Un mondo in cui queste chitarre possano ancora essere suonate e in cui le canzoni possano essere ancora cantate», ha dichiarato il noto chitarrista dei Pink Floyd. Una scelta quella di mettere all’asta i «suoi attrezzi da lavoro» arrivata in concomitanza della riunione (di ieri e oggi) tenuta a Bruxelles dal Consiglio europeo, il primo dopo le elezioni del Parlamento europeo appunto, in cui all’ordine del giorno vi è proprio l’emergenza sui cambiamenti climatici. 

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi", “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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