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Deadpool, Ryan Reynolds commuove il web: “Ciao Bubba, amico mio!”

Ryan Reynolds lo abbiamo imparato ad apprezzare nei panni del supereroe più “menefreghista” della saga Marvel: irriverente, goliardico, ironico e volgare. Con il suo personaggio, Deadpool, l’attore americano si è davvero divertito così da voler prolungare i suoi appuntamenti anche per un secondo capitolo e proseguire l’avventura “X-Men” iniziata nel lontano 2008. Nella giornata di ieri, però, Ryan Reynolds ha posato la sua corazza da artista irriverente per dar spazio alle emozioni con una lunga e struggente dedica al piccolo Connor McGrath, giovane ragazzino di 13 anni morto a causa di un male incurabile. La rabbia dell’attore che interpreta Deadpool è sfociata in un lungo post su Facebook: “Lo hai preso a calci per tre anni consecutivi ma non so come, non so perché, lui ti ha truffato – inizia così il messaggio di Reynolds in una lunga lettera aperta – te ne sei andato due notti fa lasciando soli i tuoi genitori e lasciando anche me qui senza riuscirmi a dare una risposta.”

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Il piccolo Connor era molto legato a Ryan Reynolds così come lo stesso attore che, nel salutare il piccolo amico, ammette come: “Sei stato per me un grande amico, un figlio, una luce per tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerti, dal personale dell’ospedale dove hai lottato tutto questo tempo ai bambini del Stollery di Edmonton.” Il piccolo MGrath è stato il primo fan di Deadpool e, proprio questo suo amore verso l’eroe Marvel, ha spinto i genitori a chiedere, nel lontano 2013, a Ryan Reynolds di fare questo regalo al ragazzino. “Sei stato il primo fan e il primo ad avere la fortuna di vedere Deadpool – racconta l’attore americano – ricordo come se fosse oggi cosa ho fatto per darti questa opportunità. Ho preso un aereo e ho viaggiato fino a Edmonton sorprendendoti con un pre-montaggio del film e c’erano ancora enormi sezioni senza nessi logici ma tu non hai fatto a caso a nulla. Hai solo detto: bel lavoro”

Reynolds, per evitare gli attacchi frontali tipici dei ben-pensanti che potrebbero accusarlo di aver fatto vedere un film “censurato” a un ragazzino di tredici anni, puntualizza: “Connor conosceva più parolacce di un cuoco inglese.” Prima di concludere, l’artista americano ha voluto ringraziare i genitori per avergli fatto conoscere il: “Piccolo Bubba, ti ho chiamato così – ha scritto Reynoldse tu mi hai detto ‘Bubba 2’. Ti sarò per sempre grato perché per me tu eri il vero Deadpool, quello che lui aspira ad essere: dolore, coraggio, amore e senso dell’umorismo, tutto in un solo corpo. Ci vediamo lungo il cammino, ciao Bubba.”

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